POVERTÀ? POSSIBILE ALLONTANAMENTO DEI FIGLI

Secondo i primi dati del Fondo Monetario Internazionale (FMI), il PIL (Prodotto Interno Lordo) italiano nel 2020 si ridurrà dell’8% – 9%, o forse anche di più a causa della pandemia di Covid-19, con effetti negativi che graveranno soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione. La diminuzione del PIL dipenderà, ovviamente, dalla durata del lockdown, la cui totale fine è prevista a scaglioni nelle date del 4 Maggio, 18 maggio e 1 Giugno. Sicuramente sarà notevolmente maggiore, rispetto gli anni precedenti, il numero di poveri assoluti e relativi della popolazione italiana.

Stando ai dati del 2018, gli ultimi attualmente disponibili e verificabili, le famiglie povere in senso assoluto, cioè quelle che non possono permettersi alcuna spesa per avere un tenore di vita ritenuto accettabile, sono quantificate in oltre 1,8 milioni, pari all’8,4% della popolazione totale. Le famiglie in condizioni di povertà relativa invece, cioè quelle che possono acquistare un numero limitato di beni e servizi, ed avere uno standard di vita al limite dell’accettabile, sono poco più di 3 milioni, ovvero, il 15% del totale. Le prime stime relative al 2020 prevedono una catastrofe, che il Governo, con il finanziamento pubblico varato nei vari decreti fino ad oggi, non sarà in grado di evitare: un aumento dal 23% al 27%%, per l’insieme delle due categorie di povertà; nonché un netto distanziamento, e quindi disuguaglianza, tra ricchi e poveri.

Il 22 marzo, con una lettera aperta al Governo, una petizione on line ed una serie di post sui Social Network, Ugo Bressanello (CISMAI), responsabile di “Domus De Luna” in Sardegna, supportato da diverse associazioni tra le quali “Agevolando”, “Artemisia”,” Anfaa” ed “Arcigay Nazionale”, ha chiesto che venga emanato con urgenza un decreto che preveda la costituzione di una task force e misure per “assicurare i diritti dei minori” (circa 1,2 milioni) che, sarebbero a rischio di povertà economica, sociale ed educativa, potrebbe aggravarsi per l’ulteriore impoverimento previsto di conseguenza alle restrizioni anti-Covid19. In poche parole, viene richiesto l’allontanamento dei minori “a rischio” dalle rispettive famiglie, con la costituzione di organismi speciali e strutture apposite per l’accoglienza degli stessi, curate ovviamente dalle diverse associazioni proponenti.

La legge n. 184 del 1983, all’art. 1, afferma però che: “Il minore ha diritto di essere educato nell’ambito della propria famiglia.”

“Associazione Scarpette Bianche”, presidente Veronica Berenice Sansuini, l’Avv. Silvia Pini e l’Avv. Francesco Morcavallo ed altre associazioni tra cui “Comitato Infanzia e Famiglia”, “Associazione Bambini Strappati”, “Laboratorio Donna per la Tutela dei Diritti delle Donne e dei deboli”, stanno lottando contro questa richiesta del CISMAI, che reputano contraria alla legge e moralmente inaccettabile.

Per chi volesse è disponibile su change.org una petizione contro l’allontanamento dei minori dalle proprie famiglie a causa della povertà, soprattutto durante un difficile periodo come questo, che richiede unione e non separazione.

Link alla petizione:

https://www.change.org/p/sei-contrario-all-allontanamento-dei-bambini-dalla-famiglia-allora-firma-questa-petizione

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