Mercato di Varese al completo: nessun rispetto delle norme anti contagio

Questa mattina, con un’inosservanza delle disposizioni di sicurezza previste, quasi totalitaria, da parte dei banchi di generi non alimentari, ha riaperto il mercato di Varese di Piazzale Kennedy. A poco, o nulla, sono quindi servite le parole dell’Assessore alle Attività Produttive, Ivana Perusin, che aveva dichiarato:

“Abbiamo lavorato per consentire al mercato di ripartire al completo varando un piano di sicurezza che mira a contenere al massimo il rischio di contagio […] Per questo chiediamo ai cittadini la massima attenzione alle misure di prevenzione da adottare quando si accederà al mercato. Siamo sicuri che anche i commercianti lavoreranno con la professionalità che li contraddistingue garantendo il massimo della sicurezza ai loro clienti”.

La maggioranza dei banchi di abbigliamento, ed in generale di merci non alimentari, come dei pesci rossi che finito il giro della boccia di vetro dimenticano tutto, infatti, hanno ritenuto opportuno:

  • consentire assembramenti davanti ai propri banchi, in barba alla normativa che richiede “rispetto del distanziamento sociale di almeno un metro”  
  • permettere ai clienti di toccare la merce senza l’utilizzo di guanti monouso, sebbene l’ordinanza regionale prevede “in caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce”
  • concedere il permesso di provare i capi di abbigliamento, rimettendoli poi sul banco senza alcun tipo di sanificazione, visto e considerato che il comportamento consono nel rispetto del regolamento regionale sarebbe “[…] igienizzazione dei capi e delle calzature prima che siano poste in vendita”
  • conservare sul proprio furgone in modo da prevenirne il consumo, o non avere proprio, qualsiasi gel igienizzante per le mani, in perfetta sintonia con il regolamento che prevede, infatti, la “messa a disposizione della clientela di prodotti igienizzanti per le mani ad ogni banco”

Purtroppo, solo pochissimi commercianti, che per contarli erano sufficienti le dita di una sola mano, hanno rispettato le norme anti-contagio previste dall’Ordinanza Regionale 547 del 17 Maggio 2020 (pag. 10-11); stupore, ma soprattutto dubbi e perplessità, hanno suscitato gli agenti della Polizia Locale presenti in loco e coadiuvati dalla protezione civile per i controlli, che, alla richiesta di spiegazioni, anche da parte di altri commercianti, hanno dichiarato: “stiamo continuamente richiamando ed informando i proprietari dei banchi; ad alcuni lo abbiamo già spiegato più volte, ma per il momento preferiamo evitare di comminare sanzioni”.

Troppi hanno confuso la riapertura delle attività commerciali con la fine del pericolo Covid-19, o preferiscono essere obbligati, da possibili nuove ordinanze, a non uscire dalle proprie abitazioni: “fase 2” non è da intendere come sinonimo di “tutto come prima”, con un’inosservanza spregiudicata di qualsiasi norma anti contagio, ma una lenta ripartenza, che garantisca il diritto al lavoro ed allo stesso tempo la tutela della salute pubblica.

10 pensieri riguardo “Mercato di Varese al completo: nessun rispetto delle norme anti contagio”

  1. Io francamente posso capire la situazione terribile in cui versano gli ambulanti, ho un negozio e sono stata chiusa due mesi, con spese da pagare e 600 euro ricevute dall’INPS .
    Non credo però che sia corretto accanirsi contro chi sta semplicemente facendo il lavoro di giornalista.
    Perché non indignarsi con chi non fa rispettare le regole ad esempio? Se c’era presente la polizia locale non capisco il senso di essere accondiscendenti e non imporsi con gli stupidi che ancora non hanno compreso che se ci sono delle regole vanno rispettate.
    Quando, spero mai, dovessero aumentare nuovamente i contagi, e lo stato ci costringerà tutti ad un nuovo lockdown che faremo? Falliremo tutti? Solo perché siamo talmente idioti da fare polemiche assurde su un sito di informazione piuttosto che prendercela con chi mette a repentaglio non solo la salute ma anche le nostre finanze.
    Chi scrive certi commenti dovrebbe solo vergognarsi. Purtroppo a quanto pare a scrivere luoghi comuni da dietro un telefono Sono capaci in troppi.

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  2. Grazie per il tuo articolo, c’era da immaginarselo che qualcosa del genere sarebbe successo.
    Basta vedere come le norme non vengano rispettate neanche al supermercato o nei luoghi chiusi.
    Comunque per risolvere il problema basterebbe che la polizia facesse davvero il suo lavoro sanzionando sia i clienti sia i venditori che non rispettano le regole, eventualmente anche sospendendo l’attività del venditore.
    La salute viene prima di tutto e sta al venditore garantire il rispetto di tutte le misure di sicurezza. Ma evidentemente molti se ne fregano, pensando solo a sé stessi.
    Comunque se dopo due mesi di lockdown la persona media non ha ancora capito come ci si deve comportare, siamo messi male.

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  3. Perfetto, se è convinto di avere l’assoluta ragione il problema non sussiste.
    Io resto dell’idea che i termini “completo” e “maggioranza” siano parole che non rispecchiano quello che ho visto.
    Il rispetto delle regole non è stato totale e in nessun settore lo è, trovo però che dopo la lettura del suo articolo un potenziale cliente sia disincentivato dal venire al mercato e la mia rabbia deriva da quello.

    La mia firma non è necessaria, ha pubblicato l’articolo su un blog sviluppato con WordPress e se vuole può scoprire facilmente chi io sia.

    Saluti!

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    1. Non ho alcuna intenzione di dover capire chi sia lei, il mio scopo non é la polemica, ma riportare l’informazione. Legga anche gli altri miei articoli sui mercati e capirà che non sono contro gli ambulanti, ma tuttavia il rispetto delle normative deve essere prioritario. Buona serata

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  4. Prova a vivere tre mesi con 600 euro e poi puoi giudicare con i guanti o senza assembramenti ecc,e fatti un giro nei centri commerciali piuttosto di gettare fango su gente che non ha nemmeno da mangiare.Buona serata

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    1. Io ho seguito i mercati, ho seguito la protesta di Milano degli ambulanti e non ho mai espresso giudizi, nemmeno in questo articolo, ma solamente riportato la realtà dei fatti di oggi a Varese.
      Come i banchi alimentari rispettano la normativa, possono lavorare e rispettare le norme anti contagio anche i proprietari di banchi non alimentari.

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  5. Articolo discriminatorio e poco veritiero.
    Le foto scattate testimoniano la vendita di prodotti e non la mancata sanificazione.
    Gli assembramenti presenti nei banchi sono di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare.
    Ringrazio personalmente chi lo ha scritto per aver creato ancora più cattiva pubblicità ad una categoria messa in ginocchio dal governo e dall’informazione.
    Le consiglio vivamente di farsi un giro anche in qualche centro commerciale o ipermercato e constatare se la situazione è diversa.

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    1. Le foto testimoniano ciò che c’é scritto.. vede indossare dei guanti mentre maneggiano abbigliamento?
      É consentito far provare magliette e rimetterle sul banco della vendita senza sterilizzazione?
      Non capisco dove sia la discriminazione, e la invito a non dire che sia poco veritiero quando ci sono anche le immagini a supporto dello scritto.
      Se é un ambulante, l’invito é di rispettare le normative, o chiedere ai suoi colleghi di rispettarle.

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      1. Sono un ambulante e mi sento discriminato e danneggiato da un articolo simile.

        Cercherò di argomentare in questa risposta e poi non risponderò più, contatterò un avvocato perché sono davvero stufo.

        1- il mercato NON era al completo, era presente circa il 35-40% degli operatori.

        2- le foto scattate si riferiscono ad 1-2 operatori e l’articolo da lei scritto danneggia L’INTERA CATEGORIA facendo di tutta l’erba un fascio.

        3- Il mio compito è di rispettare le regole e tutelare la mia attività, NON di fare rispettare le regole ai miei colleghi.

        …ed anche in questo commento la invito nuovamente a farsi un giro in qualche centro commerciale o ipermercato.

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      2. Contatti pure l’avvocato, l’articolo rispetta perfettamente il codice deontologico del giornalismo, non danneggia deliberatamente una categoria, ma rappresenta la realtà dei fatti odierni. Pensi che ne é stato informato anche il presidente ANVA, sig. Belletta, prima della pubblicazione, ed anche se a malincuore, ha dato l’ok per la pubblicazione stessa.
        Mercato al completo, si riferisce al fatto che erano presenti tutte le categorie di ambulanti.
        Visto il suo punto 3, é lei stesso a confermare dicendo che non spetta a lei far rispettare le regole, che i suoi colleghi non rispettavano la norma.
        La prego comunque di firmarsi con nome e cognome viste le sue affermazioni.

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