Il referendum taglia parlamentari: le date, gli orari e l’analisi dei numeri dei parlamentari italiani

Il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, previsto per il 9 marzo 2020, e posticipato al 20 e 21 settembre, a causa della pandemia di Covid, è stato indetto per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale.


Qualche numero

Il testo di legge, approvato in via definitiva già l’ 8 ottobre dell’anno scorso, prevede il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento. I seggi della Camera passerebbero quindi da 630 a 400 e i seggi elettivi del Senato da 315 a 200.

L’eventuale approvazione della legge colpirà anche la Circoscrizione Estero: i deputati passerebbero da 12 ad 8 e i senatori da 6 a 4.

La riduzione dei senatori comporterà anche la riduzione del numero minimo di senatori eletti da ogni Regione. In caso di conferma della legge proposta si passerà da un minimo di 7 elettori ad un minimo di 3. Ci sono due eccezioni: Molise e Val d’Aosta, che manterranno rispettivamente un minimo di 2 senatori la prima e 1 la seconda.


Quando e chi potrà voterà?

Al fine di evitare assembramenti, i seggi per le votazioni saranno aperti per due giornate. Il 20 settembre sarà possibile esprimere la propria preferenza dalle ore 7:00 alle ore 23:00, mentre il 21 settembre dalle ore 7:00 alle ore 15:00.
Al referendum costituzionale potranno votare tutti i cittadini italiani che alla data del 20 settembre abbiano compiuto i 18 anni. Saranno necessari: un documento d’identità in corso di validità e la tessera elettorale.


Come si voterà?

Agli elettori sarà consegnata una scheda elettorale con la domanda per cui si è chiamati alle urne:
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente -Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari-, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n.240 del 12 ottobre 2019?”

Sarà sufficiente segnare una croce: sul “Sì”, se si è favorevoli alla legge proposta; sul “No”, se si intende bocciare la modifica costituzionale. Barrando entrambe le caselle, ovviamente, il voto sarà nullo.

Si ricorda la particolare importanza del voto, in quanto, essendo un referendum confermativo, non sarà necessario il raggiungimento del quorum, ovvero non sarà necessario il voto del 50% + 1 degli aventi diritto.


Perché votare a favore?

La riforma sul taglio dei parlamentari porterà, secondo gli esperti pro-referendum, a un risparmio di circa 100 milioni di Euro all’anno, prendendo in considerazione anche indennizzi e rimborsi. Secondo gli schieramenti politici favorevoli alla riforma, i quasi 945 parlamentari sono troppi per l’Italia. Il taglio dovrebbe rendere più efficiente il lavoro dei due rami del Parlamento. Si dovrebbe mettere la parola “fine” ad un’eccessiva frammentazione anche all’interno degli stessi partiti, e quindi “fine” anche a dibattiti infiniti ed inconcludenti.


Perché essere contrari?

Una delle motivazioni principali è il calo della rappresentatività. Il taglio dei parlamentari porterebbe un singolo parlamentare a rappresentare una maggior numero di cittadini, e le minoranze sarebbero ancor meno rappresentate di quanto lo siano adesso. Da non sottovalutare che le Regioni più piccole saranno penalizzate al Senato, in quanto perderanno rappresentanti. Ovviamente, per gli esperti anti-riforma, il taglio dei parlamentari porterà ad un risparmio molto inferiore ai 100 milioni di Euro, calcolabile in circa 90 centesimi di Euro/annui pro-capite.


Il numero dei parlamentari italiani rispetto alle altre nazioni europee

L’Italia, sebbene sia il secondo Paese in Europa per numero di parlamentari assoluto, secondo solo al Regno Unito che ne conta 1430, non lo è assolutamente per numero di parlamentari per abitante.
Nei grafici viene mostrata la situazione attuale, e la situazione dopo un’eventuale approvazione della legge per cui ci si recherà alle urne.

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