Italia divisa in tre zone di rischio. In base a cosa?

21 indicatori assegnano il coefficiente di rischio alle Regioni

Il nuovo DPCM, il 23esimo del 2020, varato nella notte tra il 3 e 4 novembre, l’Italia è stata divisa in tre zone: Rozza, Arancione e Gialla. Ad ogni zona corrispondono quindi delle restrizioni mirate per il contenimento della crescente curva pandemica di Sars-Cov-2.

Come sono differenziate le zone di rischio?

Le zone, non modificabili per almeno due settimane, ricalcano perfettamente la geografia politica delle Regioni italiane. Il colore, e quindi il “coefficiente di rischio” attribuito ad ogni Regione, si ottiene confrontando 21 indicatori stabiliti dal provvedimento emanato il 30 aprile scorso dal Ministero della Salute.

Ad oggi, le Regioni in zona rossa, quelle con maggiori restrizioni, sono Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Calabria. Nella fascia intermedia, zona arancione, sono state inserite Puglia e Sicilia. Tutte le altre, con restrizioni più lievi, fanno parte della zona gialla.

Quali sono i 21 indicatori?

Gli indicatori del “coefficiente di rischio” sono divisi in tre macro-categorie:

  • capacità di monitoraggio
  • capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti
  • risultati relativi a stabilità di trasmissione a alla tenuta dei servizi sanitari
Capacità di monitoraggio
  1. Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  2. Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  3. Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  4. Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  5. Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
  6. Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).
Accertamento, indagine e gestione contatti
  1. Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.
  2. Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
  3. Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
  4. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.
  5. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
  6. Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.
Sensibilità di trasmissione e tenuta del sistema sanitario
  1. Numero di casi riportati alla Protezione Civile negli ultimi 14 giorni.
  2. Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).
  3. Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
  4. Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.
  5. Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
  6. Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
  7. Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
  8. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.
  9. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19

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