Fontana ordina il coprifuoco in Lombardia: dannoso per l’economia e probabilmente inutile

Dopo l’ok del Ministro Speranza si attende l’ordinanza: coprifuoco dalle 23 alle 5, didattica a distanza nelle scuole secondarie e chiusi i centri commerciali non alimentari nei weekend.

La Regione Lombardia, con l’Ok del Ministro Speranza e dei sindaci dei capoluoghi di Regione, è al lavoro per varare nelle prossime ora la nuova “ordinanza coprifuoco” per cercare di contrastare l’aggravarsi della pandemia.

Il coprifuoco dalle 23 alle 5

Regione Lombardia ha chiesto al governo Conte, nella persona del Ministro della Salute, Roberto Speranza, ed ottenuto parere positivo, per lo stop di tutte le attività e degli spostamenti, ad esclusione dei casi di comprovata necessità, o per motivi di salute e di lavoro, nell’intera Lombardia dalle ore 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì 22 ottobre.

La proposta è stata avanzata al Governo dai i Sindaci dei Comuni capoluogo di Regione, insieme al presidente dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Mauro Guerra, ai capigruppo di maggioranza e di opposizione e al governatore Attilio Fontana.

“Credo sia opportuno prendere un’iniziativa come questa che è simbolicamente molto importante ma non dovrebbe avere delle conseguenze di carattere economico particolarmente gravi, senza però lasciare che la situazione peggiori. Ho sempre sostenuto che l’Italia non si può permettere un lockdown, dal punto di vista economico ma anche psicologico. Dobbiamo evitarlo, dobbiamo trovare la strada migliore per evitarlo”.

Attilio Fontana, Quarta Repubblica su Rete4 il 19 ottobre 2020

Bar, ristoranti e sale giochi

L’ordinanza prevede la chiusura dalle 23 di tutte le attività. Nei bar e ristoranti le consumazioni saranno consentite dopo le 18 solo al tavolo. Sono anche chiusi dalle 18 alle 6 del mattino i distributori automatici di alimenti e bevande posti sulle pubbliche vie.

Chiuse in tutta la Regione le sale scommesse, sale giochi e le sale bingo. Vietato l’uso delle slot machines nei bar e in qualsiasi altro esercizio pubblico.

Didattica a distanza

Regione Lombardia ha deciso anche l’alternarsi tra distanza e presenza delle attività didattiche per tutte le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali di secondo grado. Raccomandazione alle università di attivare la didattica a distanza appena possibile.

Mezzi di trasporto

Secondo le prime indiscrezioni, come di consuetudine, ci saranno adeguate norme stringenti per le società di trasporto private, ma nessuna stretta sui trasporti pubblici, se non lo scaglionamento degli ingressi a scuola. In tutta la Regione i pendolari potranno continuare ad ammassarsi su pullman, metro e tram, l’importante è che siano ben stipati per raggiungere il posto di lavoro o la scuola, ma che non facciano acquisti nei weekend.

Metropolitana di Milano

Fontana ha fatto bene i calcoli?

Sicuramente conoscerà i numeri in ascesa dei nuovi positivi, ieri 1687, di cui il 90-95% asintomatici e poco infettivi, ma sicuramente parla a sproposito dichiarando che la nuova ordinanza “non dovrebbe avere delle conseguenze di carattere economico particolarmente gravi”.

Secondo una ricerca della Camera di Commercio di Milano è emerso che la Lombardia si classifica al primo posto in Italia per numero di imprese ristorative: 22,000 ristoranti e 26,000 bar. Come potrebbero sopravvivere queste imprese, già molto compromesse dal primo lockdown, con le nuove restrizioni e senza concreti aiuti economici dal Governo?

Non dimentichiamo che Fontana, ancora indagato dalla Procura di Milano, si è interessato al fatturato di Dama spa, per la fornitura di mezzo milione di euro di camici, in quanto di proprietà del cognato Andrea Dini e di sua moglie Roberta Dini; ma non si interessa anche alle altre aziende presenti sul territorio? Secondo Unioncamere, infatti, il 1° trimestre del 2020 ha già visto chiudere oltre 20.000 attività, e nel 2° trimestre ne sono state chiuse altre 9.880. Quante ne chiuderanno ancora?

Perché non usare il modello Stoccolma?

A Stoccolma, come in tutta la Svezia, la strategia di non attuare alcun lockdown ha funzionato. Sotto la guida dell’epidemiologo Anders Tegnell, direttore dell’Agenzia di Sanità Pubblica svedese, la Svezia, ha semplicemente puntato sul buonsenso e su un minimo distanziamento sociale, una sorta di immunità di gregge, senza distruggere la propria economia e mettendo in ginocchio i propri cittadini.

Mettendo i dati svedesi a confronto con quelli italiani, possiamo notare che l’assenza di restrizioni ha generato meno morti: 61 morti ogni 100.000 abitanti in italia, contro i 57 morti, sempre ogni 100.000 abitanti, in Svezia.

Dal punto di vista economico, la Svezia, seppur in sofferenza, secondo le stime della Commissione Europea perderà il 5,3% del proprio Pil. L’Italia, devastata da lockdown e restrizioni, perderà, secondo le stime dal 10,2 al 12,4% del suo Pil.

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Triplicati i controlli della Polizia Ferroviaria: arrestati 25 latitanti in Lombardia

Un giro di vite contro la delinquenza nelle stazioni e sui treni della Lombardia.

Sono in tutto 25 i latitanti arrestati dalla Polizia Ferroviaria del Compartimento per la Lombardia, negli ultimi tre mesi, nelle stazioni e sui treni: circa 1 ogni 3 giorni. I controlli nei principali scali lombardi, triplicati rispetto allo scorso anno, essendo passati da 70.000 a 220.000, hanno permesso di rintracciare i ricercati nei cui confronti pendevano ordini di carcerazione per pene definitive oppure ordinanze di custodia cautelare.

Nel dettaglio, i maggiori controlli hanno permesso di fermare: 6 responsabili di rapine, commesse per lo più in ambito ferroviario o a bordo di treni; 7 responsabili di furti, nella maggior parte dei casi sempre commessi a bordo di convogli ferroviari; 4 ricercati per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e 2 destinatari di un ordine di carcerazione europeo per omicidio.

I rimanenti provvedimenti restrittivi eseguiti dalla Polfer della Regione Lombardia, infine, hanno riguardato reati di maltrattamenti in famiglia, truffa, danneggiamento ed immigrazione clandestina.

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Ucciso don Roberto Malgesini: Como in lutto per “il prete degli ultimi”

Proprio seguendo la sua vocazione, aiutare il prossimo, don Roberto Malgesini ha perso la vita in Piazza San Rocco a Como.

Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti, il parroco, conosciuto come “il prete degli ultimi”, stava per iniziare il suo giro di distribuzione delle prime colazioni. La Panda grigia che utilizzava quotidianamente per raggiungere i bisognosi era ancora davanti alla canonica, carica di cibo da distribuire.

Il sacerdote ha però trovato l’omicida ad aspettarlo: era una persona che don Roberto conosceva bene, un senzatetto di origini tunisine di 53 anni, con vari decreti di espulsione, al quale forniva assistenza. Anche per questo, e considerato che pare fosse in buoni rapporti con don Roberto, al momento è difficile capire cosa sia passato nella testa dell’omicida. Ciò che ormai è tristemente noto è che il prete è stato colpito da diverse coltellate, e una di queste, al collo, si è rivelata fatale. Dopo l’inspiegabile gesto, l’extracomunitario si è diretto verso la vicina caserma dei Carabinieri, dove si è costituito.

Sul luogo dell’omicidio è giunto anche il vescovo Oscar Cantoni che ha benedetto la salma di don Roberto davanti ad una folla di fedeli e parrocchiani in lacrime. “Curava la situazione di queste persone – spiegano dalla diocesi di Como – era un sacerdote volto al volontariato sociale e lo faceva nel miglior modo possibile, era un pezzo di pane”.

In molti si sono uniti al cordoglio della città.

Angelo Tagliabue, rettore dell’Università dell’Insubria ha dichiarato: “Sono profondamente colpito dalla tragedia che si è consumata questa mattina a Como. Quello che è accaduto non deve far mettere in discussione il valore dell’accoglienza che ha reso don Roberto Malgesini il prete degli ultimi, dei senzatetto, dei migranti, dei bisognosi. Comunque la si pensi, l’accoglienza e la solidarietà sono concetti con cui ciascuno di noi deve confrontarsi. Ed è quello che invitiamo i nostri studenti a fare, oggi più che mai, esercitando con autonomia e partecipazione il loro senso critico di fronte all’attualità”.

Attilio Fontana ha postato su Facebook: “Mi unisco alla comunità di Como che piange la morte di Don Roberto Malgesini, aggredito questa mattina da un senzatetto a cui il sacerdote aveva portato conforto. Da anni Don Roberto all’alba portava i pasti caldi ai poveri della città. Una vita dedicata agli ultimi, un esempio per tutti noi”.

Il sindaco di Como, Mario Landriscina, ha deciso di proclamare il lutto cittadino per il grande impegno di don Roberto nel sociale.

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Lombardia: istituita la Banca Regionale del Plasma

Il Consiglio Regionale Lombardo, ha approvato ieri, 26 Maggio 2020, all’unanimità, la mozione urgente per la raccolta e l’utilizzo del plasma autoimmune. “Con questa mozione – spiega Emanuele Monti, Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, nonché primo firmatario della mozione – impegniamo la giunta regionale ad istituire la Banca Regionale del Plasma, che consiste nell’estendere la raccolta del plasma a tutti i centri trasfusionali lombardi, che dovrà essere fatta secondo le indicazioni in essere negli ospedali San Matteo di Pavia e Carlo Poma di Mantova. In queste due strutture sanitarie prenderà il via, infatti, la lavorazione e conservazione delle unità di plasma iperimmune anche per conto degli altri centri trasfusionali regionali. La strada per la sperimentazione di una cura che ha tutti i presupposti per essere valida è tracciata”.


“Il testo approvato prevede quindi l’estensione a tutte le Asst lombarde di un protocollo di cura, coordinato sempre dai due centri di Pavia e Mantova, e di dare avvio alla lavorazione a livello industriale di plasma iperimmune di grado farmaceutico e immunoglobuline” aggiunge il Presidente della Commissione.


“Ricordo – conclude infine Monti – che la sperimentazione ha già evidenziato l’efficacia delle trasfusioni di plasma iperimmune prelevato da soggetti guariti dal suddetto virus, tanto che già alla seconda infusione i pazienti registrano un netto miglioramento. Si tratta di una terapia sicura e potenzialmente molto efficace da portare avanti nella lotta contro il Covid-19”.

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Lombardia rischia nuovo lockdown – Boccia: “sì alla mobilità, ma non per le Regioni con alto rischio”

Dure le parole dell’accademico Francesco Boccia, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, che mette in guardia in previsione del primo check fissato per il 3 Giugno: “Col Coronavirus bisognerà convivere e se ci dovessero essere problemi in una singola regione, quest’ultima dovrà chiudere, perché non possiamo fermare le altre” – e prosegue – “Ripartirà, la mobilità tra le regioni, ma per quelle che hanno ‘rischio medio o basso’. Per chi, invece, avesse un ‘rischio alto’, questo non sarà ritenuto opportuno”. Nel frattempo, Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia e commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza COVID-19, ha riportato l’attenzione del Senato, in particolare alla Commissione Giusizia, dell’App per il contact tracing: ‘IMMUNI‘; il nuovo sistema tecnologico ha quasi superato la fase di test, e sarà fruibile dai cittadini tra la fine di Maggio e la prima settimana di Giugno.

L’ammonimento di Boccia arriva dopo due giorni dall’inizio della ‘Fase Due BIS’ considerato l’incremento dei casi totali che è quasi raddoppiato, passando dai 451 di lunedì – il numero più basso dall’inizio del lockdown – agli 813 di martedì. Il bollettino quotidiano della Protezione Civile, potrebbe però creare inutile allarmismo: è vero che è aumentato il numero dei contagi, ma è aumentato notevolmente anche il numero dei tamponi eseguiti, soprattutto in Lombardia, che ieri ha contato +462 positivi a fronte di un +15.000 test tampone eseguiti. Per questo tutte le regioni restano dunque al momento a rischio ‘basso’, mentre è ‘moderato’ in Lombardia, Molise e Umbria. I dati dei prossimi giorni, diranno se il trend rimarrà quello attuale o se è destinato a risalire, confidando però in una corretta interpretazione dei dati numerici da chi di competenza. Il Premier Conte, invece, resta ottimista comunicando che il sacrificio degli italiani ha dato i suoi frutti, e che la prima fase di sperimentazione del Vaccino per il Covid-19 presso l’università di Oxford, su 510 volontari, si è conclusa positivamente.

Protestano gli ambulanti a Milano: “politici ladri, venduti, corrotti,.. ora basta! Vogliamo lavorare!”

Milano, 18 Maggio 2020 – Questa mattina si sono dati appuntamento ambulanti, fieristi e giostrai in Piazza della Scala, per manifestare contro le restrizioni che non gli permettono di lavorare. Alle 10 si contavano quasi 300 manifestanti davanti a Palazzo Marino, ed il Comune non è stato in grado di dare risposte soddisfacenti.
Durante la mattinata è montata la protesta, fino a che Digos e Polizia Locale, hanno blindato la sede del Municipio, per paura che la rabbia sfociasse in violenza ed i manifestanti occupassero il Palazzo. A scopo precauzionale, ed intimidatorio, il comandante della Digos ha ritenuto opportuno, intorno a mezzogiorno, schierare diversi agenti del Reparto Celere della Polizia di Stato agghindati con protezioni antisommossa, e dare l’ordine di montare le griglie di protezione supplementare davanti a finestrini e parabrezza degli automezzi.

I manifestanti però non si sono fatti scoraggiare, ed hanno continuato la loro pacifica protesta, senza vessilli politici o sindacali, ma tutti con il tricolore italiano.

Nel primo pomeriggio, l’assessore al commercio Cristina Tajani, considerate le continue urla dei manifestanti contro i politici: “ladri, venduti, corrotti,.. ora basta! Vogliamo lavorare!” ha ricevuto una delegazione di 6 rappresentanti, e dopo quasi un’ora di colloquio, il vice-presidente Euroimprese, Nicola Zanella, ha potuto dichiarare: “Abbiamo illustrato le nostre richieste e anche i dubbi su un’apertura dei mercati e delle fiere con i contingentamenti all’ingresso, e l’assessore Tajani era d’accordo con noi. Alla base di tutto c’è l’interpretazione di una norma: e cioè, secondo noi, il Comune può, e non deve, contingentare l’ingresso ai mercati. Quello che abbiamo chiesto è di dare la responsabilità a ogni operatore di far rispettare le distanze di sicurezza davanti al proprio banco, magari con dei cerchi di gesso per terra. Se un banco è di 4 metri, al massimo faremo fermare 4 persone, ognuna a distanza di un metro, con mascherina e guanti, ed ogni banco avrà del gel disinfettante a disposizione dei clienti”. Ha poi proseguito informando i manifestanti della promessa ottenuta dall’assessore: “il Comune lavorerà giorno e notte per poter arrivare, entro lunedì prossimo, a un piano di aperture per tutti i 96 mercati cittadini” – ed ha poi sottolineato Zanella, non volendo escludere nessun ambulante della Regione – “abbiamo già sentito al telefono il presidente delle attività produttive, e richiesto che diano la possibilità a tutti i 500 Comuni della Lombardia di decidere sul contingentamento dei loro mercati”.

18 Maggio 2020 – L’economia italiana riparte

“Da lunedì compiremo un altro importante passo avanti verso la nuova normalità. Sono certo che i lombardi sapranno agire responsabilmente e nel rispetto delle regole”, con queste parole il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha anticipato i contenuti dell’ordinanza che regolarizzerà la riapertura della maggior parte delle attività a partire da domani, 18 maggio e che sarà in vigore fino a fine mese.
L’Ordinanza Regionale verrà emanata ufficialmente, e senza sorprese, non appena entrerà in vigore il nuovo DPCM sulle riaperture.

Conte, infatti, si è espresso ieri a riguardo: “Regione Lombardia affronta una prova più difficile rispetto ad altre regioni. Consiglio a tutti i lombardi di essere particolarmente attenti, di fidare nel principio di auto-protezione”, ed ha poi sottolineato: “il Governo non ha motivo per dire alla Lombardia di non aprire, può tranquillamente, facendo proprie valutazioni in termini di responsabilità, decidere di aprire, come ogni Regione”.

Ecco quindi i punti chiave della ripartenza italiana post picco pandemico:


SPOSTAMENTI
Restano vietati gli spostamenti verso altre regioni (fino al 3 Giugno) sia con mezzi di trasporto pubblici sia privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Liberi gli spostamenti all’interno della Regione, senza più l’obbligo di autocertificazione.

QUARANTENA
Permane il divieto di mobilità dalla propria abitazione per tutti coloro che sono sottoposti alla misura di quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19.

ASSEMBRAMENTI
Restano vietati gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico si svolgeranno, ove ritenuto possibile, sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici.

RISTORANTI, BAR E PUB
Potranno riaprire con una serie di regole speciali, tra le quali un’adeguata informazione, utilizzo di mascherine e guanti per il contatto con i clienti, nonché igienizzazione dei prodotti. I locali dovranno inoltre:

  • privilegiare l’accesso tramite prenotazione, garantendo distanze di sicurezza e/o contingentare gli ingressi;
  • privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), garantendo il distanziamento di almeno 1 metro tra i presenti;
  • disporre i tavoli in modo che le sedute garantiscano il distanziamento sociale interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti. La distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite ‘droplet’;
  • è consentita la consumazione al banco solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di sicurezza;
  • restano vietati i buffet.

COMMERCIO AL DETTAGLIO
Restando in vigore il divieto di assembramenti e l’obbligo di distanziamento sociale, gli accessi verranno contingentati. In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia e toccare la merce.

SERVIZI ALLA PERSONA (PARRUCCHIERI ED ESTETISTI)
Consentiranno l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, igienizzazione e controllo della temperatura corporea prima dell’accesso.

FUNZIONI RELIGIOSE
Saranno consentite le cerimonie religiose, con l’obbligo di indossare le mascherine, mantenere il distanziamento sociale e l’igenizzazione delle superfici al termine di ogni funzione.

Da domani anche i cittadini potranno dimostrare che l’Italia vuole ripartire; ricominciando ad acquistare nei negozi, frequentando bar ed organizzando cene nei ristoranti preferiti, usufruendo di parrucchieri, barbieri ed estetisti, nel rispetto delle norme, ma senza farsi prendere dalla fobia del contagio. L’Italia non è solo decreti e divieti, ma persone!

Continua la protesta all’Arco della Pace di Milano – Paolo Polli chiede regole certe e sostegno economico dal Governo

Il 53enne titolare di 5 locali, tra i quali Ambaradan e BQ, facente parte del comitato Ho.re.ca Lombardia, ritiene “ingiusti” i verbali da 400 euro commissionati per assembramento dalle Forze dell’Ordine, a lui e ad altri 15 esercenti, mercoledì 6 Maggio, durante il flash mob per lanciare un segnale alle istituzioni: “Non vogliamo riaprire in queste condizioni, chiediamo aiuto alle istituzioni”. Polli chiede l’annullamento delle sanzioni “sia perché non c’era assembramento, in quanto eravamo tutti distanziati, sia perché penso ci debba essere buon senso”. A tal proposito ha cominciato uno sciopero della fame, e non intende abbandonare la piazza, nemmeno di notte, dove dorme in un sacco a pelo, sdraiato su un tappetino da Yoga.

Video integrale della chiacchierata con Paolo Polli durante la notte di Giovedì 7 Maggio

Il ristoratore spiega: “non possiamo permetterci e non vogliamo riaprire, sono di gran lunga superiori le spese fisse rispetto agli incassi che potremmo avere con le limitazioni che ci vengono imposte a causa del Coronavirus – e prosegue – ad oggi già 1 esercente su 5 ha riconsegnato le chiavi degli immobili in affitto e non riaprirà più; basti pensare che il Comune di Milano ci richiede comunque il pagamento delle imposte di occupazione di suolo pubblico e di nettezza urbana, anche per i 3 mesi durante i quali siamo rimasti chiusi. Un altro grande problema è dato dalla cassa integrazione per i dipendenti – dice inoltre Polli – che è stata ricevuta solo da pochi esercenti, e comunque, per non più del 30% degli stipendi; ai miei ragazzi, ne ho 38 distribuiti nei miei locali, sto dando io quello che posso di tasca mia, ma non posso continuare cosi”.

Polli, dichiara infine, che rimarranno chiusi finché il Governo non darà regole certe ed un concreto sostegno economico.

Emergenza di “ricerca persona” tramite elicottero sospesa – ancora disperso il cane

Cittiglio, 9 Maggio, località Pizzoni. Un passante ha udito delle urla che richiedevano aiuto provenire da una zona boschiva impervia sulle pendici del monte Cuvignone. Sul posto sono intervenuti gli specialisti dei Vigili del Fuoco del Reparto Volo Lombardia a bordo del “Drago 82” , gli operatori del distaccamento di Laveno Mombello, gli specialisti del S.A.F. (Speleo Alpino Fluviale) di Varese, i Volontari del Soccorso Alpino ed una pattuglia di Carabinieri.

Al momento l’emergenza per “ricerca persona” tramite elicottero, che dopo venti minuti di sorvolo ha dato esito negativo, è stata sospesa; sembra infatti si sia trattato di un uomo che abbia perso il suo cane sui sentieri verso la cima, e sia andato per questo in stato confusionale, come confermato dal Maresciallo dei Carabinieri. Il meticcio simil Golden Retriever (di cui si pubblicano foto)

dovrebbe indossare lo stesso collare azzurro e risulta ancora disperso. Chiunque dovesse avvistarlo, può contattare la redazione via mail all’indirizzo: info@news24.varese.it oppure la Stazione dei Carabinieri di Laveno Mombello al numero telefonico: 0332.668210
Il responsabile dei Vigili del Fuoco dell’unità operativa S.A.F., dichiara: “una cosa importante che i cittadini devono imparare e ricordare è che in caso di richiesta di soccorso, devono comunicare durante la chiamata la loro posizione esatta, anche tramite coordinate GPS dello smartphone se non possibile in altri modi, soprattutto se si trovano fuori dai centri urbani durante passeggiate o escursioni – e prosegue – sarebbe anche meglio rimanere sul posto fino all’arrivo dei soccorsi, evitando di intraprendere iniziative che potrebbero mettere a repentaglio la loro stessa sicurezza”.

Aggiornamento:

Il meticcio è stato ritrovato oggi, 10 Maggio, da una signora, sono stati allertati i Carabinieri di Laveno Mombello, ed in giornata verrà riconsegnato al suo padrone.

Risurrezione? Per la Pasqua Cristiana OK, per l’Italia è ancora lontana

Quasi un’intera settimana è passata dalla Domenica di Pasqua, inesistente il Lunedì di Pasquetta, solitamente dedicato alle grigliate con gli amici ed alle gite fuori porta con il pranzo al sacco, e volata via ormai anche la colomba pasquale; ma la vera resurrezione? I Media ed il Governo parlano di miglioramenti, di ritorno alla normalità, di riapertura di buona parte delle attività, ecc..

Quante belle parole! Piacerebbe sapere, però, a quale delle seguenti domande, chi di competenza, risponderebbe affermativamente:

  1. Sono dettate da un inutile spirito rassicurantistico da buon Pater Familia?
  2. Dall’incapacità di leggere i dati numerici riportati sulle tabelle PCM-DPC del Ministero della Salute?
  3. Si tratta di un pessimo gioco economico-politico, per tentare ormai vanamente, di non far crollare il sistema?
  4. L’ennesima presa per i fondelli nei confronti dell’italiano medio che, purtroppo, il più delle volte, è costretto a fidarsi, senza poter consultare alcun dato, delle notizie diffuse dalle principali testate giornalistiche e dalle emittenti televisive come Mediaset e Rai?

I numeri parlano chiaramente, solo in Lombardia, negli ultimi 3 giorni, dal 15 Aprile a ieri, sono aumentati di oltre 2.800 i contagi verificati rispetto ai giorni precedenti, basandosi su di un totale di circa 243.000 tamponi eseguiti da inizio epidemia; si noti che i cittadini lombardi sono più di 10.000.00!

Su scala nazionale, però, la situazione non migliora, i contagi sono aumentati di 9.946, considerando sempre e solamente i giorni 15, 16 e 17 Aprile, ed un totale di 1.244.100 tamponi eseguiti. L’Italia conta purtroppo 60.300.000 abitanti, ovvero, coloro che hanno potuto sottoporsi a test-tampone sono ben il 2,06% degli italiani.

In ordine si riportano le tabelle con i dati del Ministero della Salute:

Giorno 15 Aprile 2020

Giorno 16 Aprile 2020

Giorno 17 Aprile 2020

Test TAMPONE COVID-19: a Cinisello BALsamo in MODALITÀ drive-in

Eseguire i test-tampone in modo veloce, limitare l’attesa negli spazi comuni, creando inutili assembramenti e ridurre l’accesso di individui contagiati, all’interno della struttura ospedaliera; questi erano gli obiettivi. L’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, che dopo tre giorni di prova e 70 tamponi eseguiti, ha dato ufficialmente il via al nuovo “metodo drive-in” per verificare la negatività al Covid-19. Questo servizio “consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse, sia in riferimento ai professionisti che effettuano il servizio, sia al consumo di dispositivi di protezione individuali” spiega il Direttore Socio Sanitario ASST Nord Milano, Barbara Mangiacavalli – “e di velocizzare l’esecuzione dei tamponi aumentandone il numero giornaliero”, che può raggiungere il numero massimo di 47 test a giornata. Il servizio entra quindi a pieno regime, con l’obbligo di sottoporsi al secondo tampone dopo la quarantena domiciliare, per i dipendenti ASST Nord Milano, ed inoltre, per i pazienti dimessi dal pronto soccorso o dai reparti, dopo un ricovero presso gli ospedali di Cinisello Balsamo, al fine di eseguire il test di controllo, poiché positivi al Covid-19.

La procedura?
Il Centro Servizi avviserà il paziente, così come, il medico competente informerà i dipendenti ASST Nord Milano, riguardo la data e l’ora in cui presentarsi presso il Bassini per effettuare il tampone. La persona che dovrà effettuare il test, non dovrà fare altro che presentarsi, con mail d’invito alla mano, presso l’ingresso del vecchio Pronto Soccorso, indossando guanti e mascherina, direttamente in auto, seguendo la segnaletica appositamente installata. Il personale sanitario eseguirà quindi il tampone, senza nemmeno far scendere il paziente dal veicolo. Si ricorda essere una procedura completamente indolore, e che ruberà, una decina di minuti al massimo.
L’esito del test, che arriverà dopo qualche ora, inviterà i pazienti con esito negativo, a ripresentarsi ventiquattr’ore dopo per un secondo tampone di controllo; coloro i quali avranno invece un esito positivo, dovranno attenersi ad un periodo di isolamento di 7 giorni, dopo i quali, se non vi è sintomatologia del virus, saranno invitati a ripresentarsi per il secondo test.

Link per la posizione dell’Ospedale Bassini: https://www.google.it/maps/place/Ospedale+Bassini/@45.5482922,9.2127915,15.5z/data=!4m5!3m4!1s0x4786b8b4686534a7:0x54519a424c57521f!8m2!3d45.5467174!4d9.2154347

Trasferta da Novara a Imperia per vedere i figli: beffato dal decreto in vigore

Protagonista di questa beffa, dettata dal decreto ministeriale in essere e dal mancato buonsenso delle Forze dell’Ordine è un 47enne piemontese, residente in provincia di Novara.
L’uomo, separato dalla moglie, ha deciso venerdì 3 aprile di andare ad Imperia, per vedere i figli che vivono con la ex compagna, e che non vedeva da più di due mesi. Giunto all’abitazione non li ha però trovati, così si è diretto al Comando dei Carabinieri per sporgere denuncia, ma cos’ha ottenuto? Una multa da 533,33 euro per inosservanza del decreto; non doveva trovarsi fuori dal suo comune e regione di residenza: vedere i figli non è una necessità contemplata. Sembra un’ingiustizia, forse lo è, ma lo è ancora di più considerato che A.C. (per la privacy dei figli) prima di partire, aveva telefonato sia al Comando dei Carabinieri di Novara che a quello di Imperia per un consulto, e da entrambi gli era stata confermata la fattibilità della trasferta, portando con sé i documenti comprovanti che non vedeva i figli da 66 giorni (su divieto degli assistenti sociali), la sentenza del giudice e le copie dei documenti dei minori. Sebbene il Comando di Imperia abbia poi cercato di aiutare l’uomo a vedere i figli, non sono risultati reperibili, quindi il tentativo è fallito.
A.C. ha dichiarato che sicuramente farà ricorso verso il verbale che gli è stato comminato, e fa presente che servirebbe una linea guida chiara, che garantisca i diritti dei genitori e dei figli.

Nuova ordinanza da fontana – da oggi in Lombardia più restrizioni

Sembra ormai di essere le piccole pedine di un monopoli, dove al tavolo giocano i presidenti delle varie regioni, e Conte, come giocatore più importante (magari con Parco della Vittoria e Viale dei Giardini). Decreti su decreti, ed ordinanze regionali ancor più restrittive, varate anche di sabato. Da oggi, infatti, entra in vigore l’ennesima ordinanza, firmata ieri da Attilio Fontana, con le nuove norme restrittive, per alcuni ridicole, applicate in Lombardia, e che saranno valide sicuramente fino al 13 Aprile, se non sarà modificata prima in base a qualche altro decreto.

Per ora, l’ordinanza da oggi, domenica 5 Aprile, prevede:

  • Obbligo, per chi esce dalla propria abitazione, sempre per motivi di lavoro, salute o necessità ed urgenza, alla disinfezione delle mani e protezione di sé stessi e degli altri attraverso la copertura di naso e bocca con mascherine, o in subordine attraverso semplici foulard e sciarpe;
  • Divieto di uscire dalla propria dimora, residenza o domicilio, se presenti sintomi da infezione respiratoria e la propria temperatura corporea è pari o superiore a 37.5 gradi;
  • Accompagnare gli animali da compagnia, per l’espletamento dei loro bisogni fisiologici e l’attività motoria, sono attività consentite entro 200 metri di distanza dalla propria dimora, residenza o domicilio, e sempre mantenendo la distanza di 1 metro da ogni altra persona;
  • Sono vietati gli assembramenti di più di 2 persone, in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Queste sono le restrizioni principali a cui ci si deve attenere in Lombardia, ma da blogger mi verrebbe da chiedere a Fontana, a cui spero arrivi questo articolo: visto il primo punto dell’ordinanza, non dovrebbe la Regione Lombardia fornire gratuitamente almeno due mascherine a settimana ad ogni cittadino? É uno scherzo, o una provocazione, scrivere in un’ordinanza di proteggersi, e proteggere gli altri, con sciarpe e foulard?

Per quanto riguarda le attività di somministrazione di alimenti o bevande, di commercio al dettaglio ed altre attività economiche, trovate di seguito il PDF scaricabile dell’ordinanza completa.

Video – “Drago 80” in volo: DUE cani in difficoltà sul resegone

Ieri, venerdì 3 aprile, si è reso necessario l’intervento degli specialisti del reparto volo Lombardia che sono intervenuti sul monte Resegone (LC); questa volta in difficoltà era due cani e non escursionisti. Scappati da una proprietà, da quattro giorni i padroni li cercavano ovunque, finché sono riusciti ad individuarli, ma in un punto non raggiungibile: su di un costone di roccia, a 1500 metri di quota. Hanno subito lanciato l’allarme e da Malpensa, in loro aiuto, si è alzato in volo per il recupero “Drago 80”, elicottero dei Vigili del Fuoco della Agusta-Bell mod. AB412. Raggiunta la zona si sono quindi calati due aerosoccorritori, hanno imbracato e verticillato a bordo i due “fuggitivi”. In zona sicura sono stati poi riaffidati alle cure dei proprietari.

Charlotte: da Oldrati la valvola anti-covid19

Potrebbe essere il nome di una nuova borsa di lusso, frutto dell’estro di uno dei nostri favolosi stilisti italiani, Charlotte, invece, sebbene frutto dell’ingegno italiano, è una valvola che permette di trasformare le maschere da snorkeling full face in una maschere respiratore d’emergenza.

L’innovazione, è venuta in soccorso alle esigenze di chi lotta in prima linea nella lotta al Covid-19, l’esperienza e la necessità di medici e pazienti ha trovato così prima Isinnova, società di sviluppo innovativo ed in un secondo momento Oldrati troupe, gruppo internazionale di spicco nella produzione di manufatti in gomma, plastica e silicone. Oldrati, che in precedenza si era occupato della produzione delle maschere da snorkeling, in tempi record, ha potuto industrializzare il processo di produzione della valvola, mossa necessaria per garantire la precisione dimensionale e la reperibilità qualitativa di tutte le valvole. Standardizzare la produzione, dopo la creazione dello stampo, significa rendere prossimo allo zero il rischio di produrre valvole difettate, inutilizzabili per la messa a punto della easy-Covid 19, in un frangente in cui ogni minuto è prezioso. Il Gruppo, i cui reparti produttivi si trovano nelle province tra le più colpite, Bergamo e Brescia, non ha esitato a riconvertire le proprie linee produttive, riaprendo, in accordo con le autorità, i sindacati ed il personale, le porte della propria azienda. Tanti quindi hanno collaborato, hanno dedicato e stanno dedicando il loro impegno mettendosi al servizio degli altri.

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“Ho sempre creduto nella forza della collaborazione e questo progetto ne è un esempio straordinario. Non è stato facile decidere di riaprire alcuni reparti produttivi ed impegnarsi mentalmente e fisicamente no stop a questo progetto nella situazione in cui stiamo vivendo. Sono però onorato di avere al mio fianco collaboratori che hanno da subito compreso l’importanza sociale di questa attività e che non hanno esitato a darsi da fare combattendo paure, ansie e difficoltà”  ha dichiarato Manuel Oldrati, CEO del Gruppo Oldrati.

I primi kit easy-Covid-19 sono già stati consegnati alle Aziende Socio Sanitarie territoriali del Garda e di Crema, al Policlinico di Monza per quanto riguarda la regione Lombardia, all’Asl 2 della regione Liguria che provvederà a smistarli nei vari ospedali. Nel bergamasco, duramente colpito, la Protezione Civile di Clusone si occuperà della distribuzione all’Ospedale di Piario e Clusone e per finire nel bresciano, ugualmente in grande difficoltà, Valle Camonica solidale lì donerà alle RSA di Lozio e Pisogne. Il Gruppo ha altresì deciso di donare 2000 kit easy-Covid 19 e 10.000 valvole Charlotte Oldrati alle strutture in prima linea nella lotta spasmodica al virus. Questi elementi verranno forniti come unità distinte al personale medico competente che ne valuterà l’opportunità di utilizzo. Numerose richieste sono già pervenute anche a livello internazionale: da Spagna, Francia, Tunisia, Egitto, Nigeria; il Gruppo ha assicurato la propria disponibilità: in un momento in cui siamo colpiti tutti a livello mondiale è importante fare sistema.