Sequestrato un arsenale di armi a varese; 4 arresti per traffico internazionale di armi da guerra


VARESE – La Polizia di Stato di Varese, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/UCIGOS e diretta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, ha arrestato 4 persone coinvolte in un traffico internazionale illegale di armi da guerra.

I poliziotti della Digos hanno sequestrato, in appartamenti e cantine in uso agli
arrestati, un vero e proprio arsenale di armi: oltre 50 tra mitragliatori, fucili di
assalto, carabine e pistole; sono stati altresì sequestrati 14 manufatti esplosivi,
granate, numerosi pezzi di armi, serbatoi per cartucce ed oltre 10.000 munizioni di vario calibro.

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Pusher senegalese in manette: da Arona a Busto Arsizio per acquistare stupefacenti da rivendere

Da Arona ai boschi tra Busto Arsizio e Castellanza per rifornirsi di droga di rivendere: pusher in trasferta arrestato dalla Volante del Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio.

I controlli tra Busto Arsizio e Castellanza

Nel corso della giornata di ieri, 15 ottobre 2020, durante i regolari servizi di controllo del territorio, estesi alle zone limitrofe alla città dove è presente il fenomeno dello spaccio, la pattuglia del Commissariato, ha notato due uomini a piedi in via della Pace, proprio a ridosso del bosco. Vedendo avvicinarsi la Volante, i due hanno fatto per allontanarsi, ma i poliziotti, insospettiti, li hanno bloccati e identificati. Uno dei due, un senegalese di 50 anni residente ad Arona, ha subito mostrato agli agenti una dose di hashish, minimizzandone il possesso, sostenendo che si trattava del “fumo” destinato al suo consumo personale e chiedendo insistentemente di essere lasciato libero in quanto doveva andare a lavorare.

La perquisizione e l’arresto

I poliziotti, invece, lo hanno perquisito scoprendo che in una calza aveva nascosto circa 40 grammi di sostanze stupefacenti: cocaina e hashish, già divise in dosi. Per il pusher senegalese, risultato tra l’altro disoccupato, sono scattate le manette per detenzione di droga destinata allo spaccio. Secondo la Procura, c’è infatti motivo di ritenere che lo straniero avesse raggiunto i “boschi dello spaccio”, tra Busto Arsizio e Castellanza, per rifornirsi di sostanze stupefacenti da rivendere al dettaglio nella zona di residenza.

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Truffa e spendita di monete false: quindicenne nei guai!


GALLARATE – Nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre, gli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallarate sono intervenuti in un bar cittadino a seguito della richiesta da parte del gestore che ha segnalato, la presenza di un giovane che aveva tentato di pagare una consumazione con soldi falsi. Giunti sul posto, gli Agenti hanno constatato che effettivamente si trattava, nello specifico, di una banconota chiaramente falsa e sono stati indirizzati verso un giovane, minorenne, ancora all’interno del bar.

Il giovane, una volta avvisato il padre, è stato accompagnato presso gli uffici del Commissariato e sottoposto a perquisizione personale che ha permesso di rinvenire, all’interno di una tasca dello zaino in suo possesso, un’altra banconota da 10 euro palesemente contraffatta.

Il proprietario del bar ha consegnato agli Agenti altre due banconote, una da dieci e una da venti euro, entrambe contraffatte, riferendo che anche queste erano state spese dallo stesso ragazzo alcuni di giorni prima.

Il giovane infatti, approfittando dell’anziano gestore con problemi di vista, aveva chiesto di cambiare le banconote in tagli più piccoli, abbandonando velocemente il bar dopo aver ottenuto quanto richiesto. L’anziano purtroppo si era reso conto solo in un secondo momento, dopo un attento controllo delle banconote, di essere stato truffato.
Il quindicenne dovrà ora rispondere di truffa e spendita di monete false.

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Coronavirus – Attenzione alle truffe telefoniche!

Delinquenti si spacciano telefonicamente per figli o nipoti, spesso di persone anziane, nel tentativo di far sborsare soldi per false cure mediche.

In questi ultimi giorni, segnala la Questura di Varese, si sono verificati diversi tentativi da parte di malintenzionati di raggirare persone anziane, facendo credere loro di dover sborsare ingenti somme di denaro per curare un parente che avrebbe contratto il coronavirus. Si tratta di raggiri che delinquenti senza scrupoli mettono in atto per derubare ed estorcere denaro alle vittime prescelte.

Nella giornata di ieri, numerose richieste di aiuto sono arrivate alla Centrale Operativa della Questura di Varese da parte di cittadini che avevano appena ricevuto telefonate dal contenuto sospetto, alle quali, fortunatamente, non hanno creduto. È capitato, riferisce la Questura, che questi malintenzionati abbiano contattato le loro vittime sulla linea telefonica fissa, spacciandosi per il figlio o nipote, spesso presentandosi anche con il vero nome del congiunto, confondendo il timbro vocale con tosse e pianto, ed abbiano detto di essere risultati positivi al Coronavirus e di avere immediato bisogno di soldi per poter ricevere le cure necessarie.

In questi casi, anche se la vittima in un primo momento non cade nel tranello e riattacca la telefonata, trattandosi di linea telefonica fissa, questa non si interrompe e consente al truffatore che, nel frattempo, è rimasto in linea dall’altra parte, di fingersi, questa volta, operatore delle Forze dell’Ordine e di rispondere alla successiva chiamata della vittima al 112, riuscendo così nell’intento di portare a termine la truffa.

È importante, quindi, in questi casi, chiamare immediatamente il 112 per mettersi in contatto con le forze dell’ordine, ma di farlo possibilmente con un telefono cellulare; evitando quindi di trovarsi a parlare con gli stessi truffatori, ed essere nuovamente raggirati.

Il modus operandi è ormai noto alle Forze dell’Ordine, ma purtroppo trova ancora terreno fertile in categorie di persone vulnerabili, soprattutto negli anziani, che, spesso per paura, finiscono per cedere alle richieste dei truffatori.

È fondamentale condividere queste informazioni con i famigliari, gli amici, o i vicini di casa, e segnalare tempestivamente i casi sospetti alla Polizia.

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Aggredisce la moglie in casa al culmine di una lite

BUSTO ARSIZIO -Nella serata di ieri, 5 ottobre 2020, una volante del Commissariato della Polizia di Stato è intervenuta in un’abitazione in zona Sant’Anna, dove avevano trovato rifugio una madre e la figlia adolescente che, per sfuggire alla furia del marito e padre, avevano chiesto ospitalità ad una parente. La donna presentava il volto tumefatto e accusava un forte dolore, ma riusciva a raccontare agli Agenti di Polizia di essere stata aggredita poco prima dal marito che, al culmine di una lite, avvenuta davanti alla figlia, le aveva sferrato deliberatamente una forte testata al volto.

Motivo scatenante del violento gesto: un rimprovero rivolto all’uomo; trovato dalla moglie sdraiato sul divano e completamente ubriaco, non era andato a prendere la figlia all’uscita da scuola, costringendola a ore di attesa in stazione e poi ad una camminata fino a casa. L’uomo, un italiano di 46 anni, non tollerando di ricevere osservazioni, aveva reagito aggredendo la moglie. Dal racconto della donna è emersa una storia di abusi, prevaricazioni e violenze domestiche, che durerebbe da molti anni, spesso acutizzate dal consumo di alcol da parte dell’uomo.

Anche davanti agli agenti, che la stessa sera hanno accompagnato madre e figlia a casa per recuperare in sicurezza i loro effetti personali, il marito violento non si è astenuto dal tenere un comportamento aggressivo e minaccioso. Gli Agenti della Polizia di Busto Arsizio hanno denunciato l’uomo, un italiano di 46 anni, per maltrattamenti contro familiari e, con l’autorizzazione del PM di turno, la Dott.ssa Francesca Parola, lo hanno allontanato d’urgenza dalla casa familiare, imponendogli il divieto di farvi ritorno.

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Detenzione abusiva di armi a Gallarate: 53enne italiano denunciato

POLIZIA DI STATO , Commissariato di Gallarate – detiene armi e munizioni non indicate in denuncia: nei guai cinquantatreenne italiano di Gallarate.

Nel corso dei periodici monitoraggi sulle armi detenute dai cittadini residenti nel territorio di competenza, i Poliziotti del Commissariato di P.S. di Gallarate hanno proceduto ieri, 5 ottobre 2020, ad una verifica a carico di un gallaratese di 53 anni, titolare di regolare autorizzazione a detenere armi presso il proprio domicilio. In casa, però, oltre alle armi autorizzate, gli operanti hanno rinvenuto un pugnale con lama lunga 17 cm e quasi 250 cartucce calibro 22, materiale che non risultava inserito nella licenza di detenzione. L’uomo è stato quindi denunciato in stato di libertà per detenzione abusiva di armi e deposito di materiale esplodente senza licenza dell’autorità, come da articoli 697 e 678 del Codice Penale. In considerazione dell’abuso dell’autorizzazione di cui è beneficiario, al titolare sono state cautelarmente ritirate tutte le armi ai sensi dell’articolo 38 del TULPS.

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Giardini Estensi di Varese: rincorre nudo due concittadine

Giovane afgano si rende colpevole di atti osceni, ubriachezza molesta e resistenza a Pubblico Ufficiale

VARESE – nel corso del pomeriggio di ieri, 23 settembre 2020, è stato fermato dagli Agenti della Polizia della Questura di Varese un giovane di origini afgane, in quanto, non solo girava seminudo, con i pantaloni abbassati, all’interno dei Giardini Estensi, ma si è messo a seguire due giovanissime concittadine. Al termine degli accertamenti di rito l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per i reati di atti osceni in luoghi abitualmente frequentati da minori e resistenza a Pubblico Ufficiale. Inoltre è stato sanzionato amministrativamente per ubriachezza molesta e gli è stato notificato il provvedimento del DASPO urbano.

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Riaprono le scuole: 17enne denunciato per detenzione di stupefacenti

È incominciato male il primo giorno di scuola per un diciassettenne di Jerago con Orago.

GALLARATE – Una volante del turno di ieri mattina, 14 settembre 2020 e primo giorno di riapertura delle scuole, nel perlustrare i paraggi di un istituto scolastico del centro cittadino, ha notato nel parcheggio della scuola la presenza di un ragazzo ed una ragazza tra le vetture posteggiate. Alla vista della volante entrambi i giovani hanno cercato di non farsi notare ed il ragazzo ha gettato qualcosa lontano da sé. Il brusco e repentino movimento ha però attirato l’attenzione degli Agenti, che hanno deciso di sottoporre a controllo entrambi gli studenti.

Un rapido accertamento ha permesso ai poliziotti di appurare che il giovane aveva gettato a terra del tabacco unitamente ad involucro di carta contenente sostanza stupefacente, avente le caratteristiche visive ed olfattive tipiche dell’“Hashish”. L’involucro che è stato debitamente sequestrato amministrativamente a carico del ragazzo.

Se le analisi confermeranno la natura stupefacente del materiale sequestrato, il detentore verrà segnalato per la violazione amministrativa prevista dall’Art. 75 D.P.R. 309/90 così come modificato dalla L. 49/06, ovvero la detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.

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Legionella a Busto Arsizio: tutto ciò che c’è da sapere sul batterio

Situazione sotto controllo per Gallera e Antonelli. Ci sono rischi per la salute? Come proteggersi da questo batterio?

La notizia della presenza di legionella a Busto Arsizio è trapelata solo ieri in tarda serata, dopo una nota ufficiale dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Attualmente la situazione è di un morto e 15 casi accertati.

I primi casi risalirebbero al mese di agosto – spiega Gallera – le autorità sanitarie territoriali si sono attivate immediatamente e hanno realizzato i prelievi e la campionatura delle acque nelle abitazioni di residenza, il controllo degli impianti idrici (acquedotto) e delle torri di raffreddamento. Le analisi di laboratorio sono in corso. In via precauzionale è stata altresì eseguita una iper-clorazione dell’acqua. Sono in corso ulteriori accertamenti igienici e sanitari previsti dai protocolli di sicurezza”.

Le parole del Sindaco di Busto Arsizio

Il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, è intervenuto con un post sulla sua pagina Facebook, per rassicurare i cittadini.

Cos’è la Legionella?

“Legionella Pneumophila” è il nome scientifico di un batterio gram-negativo in grado di sopravvivere nell’acqua e nel fango, che si trasmette però per via aerea. Il suo nome deriva dal 1976, dopo che un’epidemia si era diffusa tra i partecipanti al raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. Il bacillo può svilupparsi nell’uomo, in modo asintomatico, oppure in due malattie distinte:

  • La Malattia del Legionario, con un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni). Si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. La sindrome pneumonitica non ha caratteri di specificità né clinici né radiologici. Nei casi gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva associati all’obiettività fisica semeiologica del consolidamento polmonare. Nei casi meno gravi l’esordio può essere insidioso con febbre, malessere, osteoartralgie, tosse lieve, non produttiva. La polmonite da Legionella non ha quindi caratteristiche cliniche che permettano di distinguerla da altre forme atipiche o batteriche di polmonite. Come tale va sempre sospettata sul piano clinico tra le infezioni polmonari comunitarie e nosocomiali. La diagnosi di laboratorio dev’essere considerata indispensabile per le procedure diagnostiche.
  • La Febbre di Pontiac, meno grave, ha un periodo di incubazione di 24-48 ore. Si manifesta nella sua forma acuta in modo simil-influenzale, ma senza interessamento polmonare e si risolve in 2-5 giorni. I sintomi più comuni sono: malessere generale, mialgie e cefalea, seguiti rapidamente da febbre, a volte con tosse e gola arrossata. Possono essere presenti diarrea, nausea e lievi sintomi neurologici quali vertigini o fotofobia.

Il trattamento di entrambe le malattie, essendo di origine batterica, passa soprattutto attraverso terapie antibiotiche.

Paura per l’acqua potabile

Evidenze scientifiche confermano che il batterio “Legionella Pneumophila” si trasmette per via inalatoria. L’infezione non si contrae né da persona a persona, né bevendo l’acqua del rubinetto, o utilizzandola nella preparazione dei cibi.

Nello specifico, il contagio avviene attraverso aerosol di acqua infettata e per via respiratoria mediante la sua inalazione, aspirazione o microaspirazione. La pericolosità della malattia è inversamente proporzionale al diametro delle goccioline di acqua o delle particelle infettate: più sono piccole (<5 µ) e più facilmente possono raggiungere le basse vie respiratorie.

Gli studi epidemiologici hanno evidenziato che ci sono fattori predisponenti a questa infezione batterica, in particolare: età, fumo di sigaretta, storia di alcolismo, presenza di malattie croniche e malattie respiratorie, immunodeficienza e una certa sensibilità individuale al batterio. Anche la carica infettante del ceppo, così come il tempo di esposizione e la quantità di agente infettante presente nell’ambiente e inalato, incidono sulla forma e la gravità dell’infezione.

Prevenzione

Per prevenire la diffusione del batterio “Legionella Pneumophila” è buona norma effettuare periodici controlli degli impianti di areazione e del sistema idrico, con:

  • accurata pulizia e disinfezione dei filtri dei condizionatori e degli umidificatori;
  • decalcificazione periodica dei rompigetto dei rubinetti e dei diffusori delle docce;
  • sostituzione delle guarnizioni e di altre parti usurate degli impianti idrici.

In contesti di rischio, prima di fare la doccia, lasciare scorrere l’acqua calda per almeno 5 minuti prima di entrare, così da non inalare eventuali vapori potenzialmente nocivi.

Per limitare al massimo la stagnazione dell’acqua che favorisce la crescita dei batteri, può essere inoltre utile pulire e disinfettare scaldabagni e tubature, ovvero i serbatoi di accumulo dell’acqua.

Infine, bisognerebbe evitare di costruire tubature e sistemi che favoriscono il ristagno dell’acqua, favorendo impianti di produzione istantanea d’acqua calda.

FAQ: domande e risposte

Si può stirare con il ferro a vapore?
Sì, in quanto l’acqua supera i 100 gradi e il batterio è infettivo tra i 25 e 45 gradi circa.

Si possono utilizzare gli umidificatori?
Sì, utilizzando a scopo precauzionale acqua sterile per riempire i serbatoi dei dispositivi usati per l’umidificazione.

Si possono fare aereosol?
Sì, utilizzando esclusivamente soluzioni fisiologiche sterili.

Si può cucinare la pasta con l’acqua del rubinetto, dato che poi bollirà e si produrrà vapore?
Sì, in quanto l’acqua supera i 100 gradi e il batterio è infettivo tra i 25 e 45 gradi circa. Si consiglia, comunque, di utilizzare il coperchio fino all’ebollizione.

Si può usare la caffettiera?
Sì, in quanto l’acqua supera i 100 gradi e il batterio è infettivo tra i 25 e 45 gradi circa.

Si possono lavare i piatti con l’acqua calda?
Sì, evitando però di inalare i “vapori” emessi durante lo scorrimento dell’acqua.

Si può usare la lavastoviglie?
Sì, si può usare in quanto la temperatura dell’acqua supera i 40 gradi.

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Impariamo a rispettare la natura e la biodiversità

Intervista alla presidente del Parco Naturale Lombardo della Valle del Ticino, Cristina Chiappa, ed alla biologa di Rete Natura 2000, Valentina Parco.

Il Parco Lombardo del Ticino, con circa 91.800 ettari di superficie, è il Parco Regionale più antico in Italia, ed il più antico parco fluviale d’Europa. Istituito nel 1974, comprende l’intero territorio dei 47 Comuni situati lungo il tratto del fiume Ticino, estendendosi sulle provincie di Varese, Milano e Pavia.

Dopo questi mesi di Covid 19, ci sono dei dati significativi di ripresa della biodiversità?

“Gli animali hanno trovato un ambiente ideale all’interno del Parco Naturale ed ovviamente in questo periodo hanno trascorso una vita più serena. La biodiversità possiamo affermare che sia in aumento (censite ad oggi 6832 specie). Principalmente per tre motivi: la tutela e la maggior protezione delle specie, probabilmente grazie anche al lockdown imposto per il Covid 19; i cambiamenti climatici, che spingono varie specie animali a migrare dall’Italia centrale verso nord, come per esempio l’istrice ed il lupo, che ora sono presenti nel Parco; gli studi più approfonditi, infatti, maggiori ricerche danno modo di scoprire nuove specie e censirle, soprattutto per quanto riguarda la famiglia degli insetti ed il regno vegetale”.

Come dovremmo comportarci per mantenere in crescita questo dato anche post-emergenza Covid 19?

Ottimale sarebbe un approccio al parco consapevole, nel rispetto degli elementi naturali ed ambientali. Una frequentazione, ora che dopo il Covid 19 è possibile accedere nuovamente al Parco, rispettosa delle norme basilari: se vedo degli animali non spaventarli intenzionalmente; non raccogliere fiori e funghi; non abbandonare i rifiuti che produciamo durante le escursioni e rispettare le norme scritte sulla cartellonistica interna al Parco. Da non sottovalutare la richiesta di tenere i cani al guinzaglio, che spesso possono seguire il loro istinto naturale ed inseguire animali selvatici presenti nel Parco”.

Quali sono i consigli per conoscere meglio la natura e la biodiversità che ci circonda?

“L’invito è per i meno esperti e per chi non conosce il Parco di avvalersi delle guide che come ente prepariamo e formiamo. Sicuramente sono una preziosa risorsa. Con la loro conoscenza possono sicuramente rendere la visita al parco più consapevole e più interessante. Potendovi trasmettere le giuste nozioni apprezzerete anche maggiormente l’escursione”.

Dopo la strage di Covid-19, dovuta principalmente proprio allo sfruttamento della Natura, la gente avrà un occhio di riguardo in più verso la flora e la fauna che ci circondano?

“Il nostro impegno è sempre quello che ci siano in futuro sempre più persone consapevoli, in quanto la consapevolezza fa si che ci sia rispetto; in questo caso che si trasformi in rispetto per l’ambiente. Purtroppo, subito dopo la fase acuta di Covid 19 ed il lockdown, abbiamo notato nuovamente pratiche irrispettose dell’ambiente: dall’abbandono dei rifiuti, ai parcheggi selvaggi in mezzo ai campi. Come Parco cerchiamo di sensibilizzare capillarmente la gente attraverso il corpo di vigilanza e le guardie volontarie”.

Scoiattolo su muretto umido

Il rispetto dell’ambiente non dovrebbe diventare una prassi solo noi parchi naturali, ma ovunque ci troviamo. L’invito è quello di sensibilizzare anche i più piccoli, in modo che possano difendere la biodiversità anche negli anni futuri.

In collaborazione con BuoneNotizie.it

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Aggressione con l’acido – premeditazione negata: pena di 7 anni e dieci mesi per Sara Del Mastro

Sicuramente non esemplare la condanna a sette anni e dieci mesi che il tribunale di Busto Arsizio, presieduto dal Giudice Tiziana Landoni, ha inflitto ieri a Sara Del Mastro, la 39enne legnanese che, il 7 Maggio 2019, aggredì e sfigurò con l’acido solforico l’ex fidanzato, il 31enne Giuseppe Morgante; nei confronti dell’imputata, infatti, è stata esclusa l’aggravante della premeditazione.  

C’è un po’ di amarezza – spiega Domenico Musicco, il legale di Morgante – come se avessimo subito una discriminazione al contrario e pagassimo il fatto che la vittima è un uomo. Abbiamo fatto presenti i casi di Lucia Annibali e Gessica Notaro, dove le condanne sono state maggiori e la premeditazione riconosciuta, ma non siamo stati ascoltati”. Musicco, che come legale di parte civile, non può proporre da solo ricorso contro la decisione dei giudici aggiunge: “Non riconoscere la premeditazione è un grosso errore, è un’aggravante che avrebbe fatto aumentare la pena e che abbiamo dimostrato in aula. É l’unico rammarico rispetto a tutto quello che, invece, siamo riusciti ad ottenere”.

L’accusa, considerato che i periti durante il corso del processo hanno certificato che la donna era perfettamente capace di intendere e volere, aveva richiesto una pena detentiva maggiore, nove anni per l’esattezza, ma ridotti a sette anni e dieci mesi, dopo la richiesta di patteggiamento a cinque anni negata dal giudice.

Giuseppe Morgante e Sara Del Mastro

Morgante, che porterà per sempre sul corpo le bruciature dell’acido, era stato aggredito dopo una breve relazione terminata con pedinamenti e telefonate ossessive. La denuncia per stalking, due settimane prima dell’aggressione, non aveva impedito alla donna, con la scusa di parlare, di incontrarlo e di rovesciargli addosso un bicchiere con l’acido, prima di costituirsi, la sera stessa, presso la caserma di Legnano.

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Arcisate riconosce difficoltà e problematiche della riapertura del mercato completo

Considerate le molteplici polemiche sollevate soprattutto dagli ambulanti di generi non alimentari, rispetto agli articoli che purtroppo a volte devono sottolineare il mancato rispetto delle normative anti Covid-19, proponiamo di guardare il filmato dell’intervista al Sindaco di Arcisate, Gian Luca Cavalluzzi, ed al Consigliere al Commercio, Fabio Zagari, riguardo la difficile organizzazione del mercato cittadino, al completo da Giovedì 21 Maggio dopo mesi di lockdown, e le relative problematiche da superare.

Daniele ‘Marcello’ Tosi, vice presidente ANVA-Confesercenti di Varese, aggiunge: “il rispetto delle norme è fondamentale, come il controllo da parte della Polizia Locale e dei Volontari delle Protezione Civile, che dovrebbero sempre essere presenti. Oggi i banchi presenti nei mercati del varesotto sono circa il 70/80% rispetto alla normalità, in quanto, molti stranieri che sono tornati al loro paese all’inizio della pandemia e rientrati da poco in Italia sono in quarantena; per questo è importante che i Comuni ammettano al più presto anche gli spuntisti”.

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Dollari falsi a Gallarate: pluripregiudicato nuovamente nei guai

Si sono concluse oggi, 23 Maggio 2020, le accurate indagini degli investigatori della Squadra di P.G. del Commissariato gallaratese, che hanno portato nuovamente nei guai ed al deferimento all’Autorità Giudiziaria di D.A.A., 68enne originario del cosentino e pluripregiudicato, resosi responsabile di ‘spendita ed introduzione nello Stato di monete falsificate. I fatti risalgono al Gennaio di quest’anno, quando la figlia del pregiudicato, su richiesta dello stesso, si è recata presso una banca del centro cittadino richiedendo il cambio di valuta di 300 Dollari americani. L’impiegato dell’istituto di credito, dubbioso sull’autenticità delle banconote presentategli allo sportello, si è rifiutato di eseguire l’operazione, ed ha consegnato il denaro agli investigatori del Commissariato. Dopo un’analisi da parte degli esperti, che hanno accertato la falsità dei titoli sospetti, gli Agenti di Polizia Giudiziaria, hanno potuto appurare la completa estraneità ai fatti della figlia, che aveva solamente aderito a titolo di favore ad una richiesta del padre di recarsi presso la banca, e procedere contro quest’ultimo come previsto dall’Art. 455 del Codice di Procedura Penale. Le banconote, oggetto del reato, sono state ovviamente messe a disposizione dell’organo competente per l’emissione di un provvedimento di sequestro.

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Ripartito il mercato di Gallarate: positiva l’affluenza, buono il rispetto delle norme

Si allentano le restrizioni, ora sono due gli ingressi e le uscite per l’area di circa 10.000 metri quadri del mercato di Gallarate, sempre controllate dai City Angels, ma con accesso libero e senza l’obbligo di misurazione della temperatura.
I banchi presenti oggi, 23 Maggio 2020, per la riapertura completa, compresi gli ambulanti di generi non alimentari, sono 137; ammessi nuovamente gli spuntisti dall’Amministrazione Comunale. La Polizia Locale, in persona del Commissario Capo, Silvia Rota, tra gli Ufficiali più competenti della provincia, spiega: “è difficile riuscire a sensibilizzare i cittadini all’utilizzo corretto delle mascherine, e sull’importanza dell’indossare i guanti monouso per toccare la merce esposta, soprattutto ora che il caldo inizia a farsi sentire” – e prosegue – “la maggior parte degli ambulanti ha recepito correttamente l’ordinanza regionale e rispetta le norme imposte, mettendo a disposizione dei propri clienti guanti e gel disinfettanti ”.

Il Commissario Capo, Silvia Rota, con il responsabile dei City Angels

Il responsabile dei City Angels, presente oggi con 14 volontari, dichiara: “ricordiamo instancabilmente la necessità di rispettare il distanziamento sociale, ma la gente purtroppo ha ancora difficoltà a non creare assembramenti”.

L’affluenza al mercato, dice Carlo Belletta, presidente ANVA-Confesercenti: “è buona, anche oltre le aspettative” – e spiega –“un’ottima clientela propensa agli acquisti; anche per questo il mercato di Gallarate è soprannominato ‘La Piccola Svizzera’ e rimane un punto di riferimento per l’intera provincia”.
Importante la presenza del Primo Cittadino, Andrea Cassani, dell’Assessore al Commercio, Claudia Mazzetti, e del manager del DUC gallaratese, Paolo Martinelli, che si ritengono molto soddisfatti per l’organizzazione, e sono impegnati personalmente nella distribuzione, a titolo gratuito da parte del Comune, di 20 mascherine chirurgiche ad ogni ambulante.

Il Sindaco, Andrea Cassani, ed il presidente ANVA, Carlo Belletta

Darix Colombo: la situazione dei giostrai durante la pandemia

Quando il Covid-19 è arrivato ufficialmente in Italia, anche le giostre Colombo, sono state smontate. Darix, capofamiglia degli storici giostrai della provincia di Varese, spiega: “non lavoriamo da fine Novembre ormai, la situazione è complicata e difficile – e prosegue – ho parlato anche con i miei genitori e non si ricordano una crisi come questa“.

Due parole con Darix Colombo

La famiglia Colombo, infatti, è conosciuta da diverse generazioni: già a cavallo degli anni ’50 e ‘60 era presente sul territorio gallaratese; prima in quella che era Piazza d’Armi, dove si svolgeva anche il mercato del bestiame, successivamente in Via Leonardo da Vinci, dove il Luna Park si è svolto per circa quarant’anni su un terreno che veniva concesso in uso dalla famiglia Pastorelli , ed oggi, si fa per dire, presso il Piazzale del Centro Commerciale dei Laghi di Via Varese.

Darix dice: “speriamo di poter tornare presto a Gallarate”, ma da una parte li ha colpiti la pandemia di Coronavirus costringendoli a fermare in deposito le loro attrazioni, dall’altra, l’Amministrazione Comunale, che ha alzato in modo esponenziale la tassazione del suolo pubblico, arrivando a chiedere, a partire da Gennaio di quest’anno, 400 euro al giorno escluse le utenze: una cifra troppo elevata, che si traduce in 16.000 euro per i normali 40 giorni di Luna Park, che difficilmente potranno corrispondere.