Pusher senegalese in manette: da Arona a Busto Arsizio per acquistare stupefacenti da rivendere

Da Arona ai boschi tra Busto Arsizio e Castellanza per rifornirsi di droga di rivendere: pusher in trasferta arrestato dalla Volante del Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio.

I controlli tra Busto Arsizio e Castellanza

Nel corso della giornata di ieri, 15 ottobre 2020, durante i regolari servizi di controllo del territorio, estesi alle zone limitrofe alla città dove è presente il fenomeno dello spaccio, la pattuglia del Commissariato, ha notato due uomini a piedi in via della Pace, proprio a ridosso del bosco. Vedendo avvicinarsi la Volante, i due hanno fatto per allontanarsi, ma i poliziotti, insospettiti, li hanno bloccati e identificati. Uno dei due, un senegalese di 50 anni residente ad Arona, ha subito mostrato agli agenti una dose di hashish, minimizzandone il possesso, sostenendo che si trattava del “fumo” destinato al suo consumo personale e chiedendo insistentemente di essere lasciato libero in quanto doveva andare a lavorare.

La perquisizione e l’arresto

I poliziotti, invece, lo hanno perquisito scoprendo che in una calza aveva nascosto circa 40 grammi di sostanze stupefacenti: cocaina e hashish, già divise in dosi. Per il pusher senegalese, risultato tra l’altro disoccupato, sono scattate le manette per detenzione di droga destinata allo spaccio. Secondo la Procura, c’è infatti motivo di ritenere che lo straniero avesse raggiunto i “boschi dello spaccio”, tra Busto Arsizio e Castellanza, per rifornirsi di sostanze stupefacenti da rivendere al dettaglio nella zona di residenza.

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Aggredisce la moglie in casa al culmine di una lite

BUSTO ARSIZIO -Nella serata di ieri, 5 ottobre 2020, una volante del Commissariato della Polizia di Stato è intervenuta in un’abitazione in zona Sant’Anna, dove avevano trovato rifugio una madre e la figlia adolescente che, per sfuggire alla furia del marito e padre, avevano chiesto ospitalità ad una parente. La donna presentava il volto tumefatto e accusava un forte dolore, ma riusciva a raccontare agli Agenti di Polizia di essere stata aggredita poco prima dal marito che, al culmine di una lite, avvenuta davanti alla figlia, le aveva sferrato deliberatamente una forte testata al volto.

Motivo scatenante del violento gesto: un rimprovero rivolto all’uomo; trovato dalla moglie sdraiato sul divano e completamente ubriaco, non era andato a prendere la figlia all’uscita da scuola, costringendola a ore di attesa in stazione e poi ad una camminata fino a casa. L’uomo, un italiano di 46 anni, non tollerando di ricevere osservazioni, aveva reagito aggredendo la moglie. Dal racconto della donna è emersa una storia di abusi, prevaricazioni e violenze domestiche, che durerebbe da molti anni, spesso acutizzate dal consumo di alcol da parte dell’uomo.

Anche davanti agli agenti, che la stessa sera hanno accompagnato madre e figlia a casa per recuperare in sicurezza i loro effetti personali, il marito violento non si è astenuto dal tenere un comportamento aggressivo e minaccioso. Gli Agenti della Polizia di Busto Arsizio hanno denunciato l’uomo, un italiano di 46 anni, per maltrattamenti contro familiari e, con l’autorizzazione del PM di turno, la Dott.ssa Francesca Parola, lo hanno allontanato d’urgenza dalla casa familiare, imponendogli il divieto di farvi ritorno.

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Festa della Repubblica 2020: il Milite Ignoto si rivolterebbe nella tomba

Festa della Repubblica, il 2 Giugno, una giornata celebrativa che dovrebbe commemorare la nascita della Repubblica Italiana. Gli italiani, infatti, furono chiamati alle urne il 2 e 3 Giugno 1946, per esprimere attraverso un referendum istituzionale, la loro preferenza tra Monarchia e Repubblica. Fu la prima votazione, indetta in Italia, a suffragio universale. Il 10 Giugno la Corte di Cassazione dichiarò, dopo 85 anni di regno, la fine della Monarchia Sabauda e la nascita della Repubblica Italiana.

Il 2 Giugno dovrebbe essere una festa per ogni cittadino italiano, nessun partito politico, comitato, associazione o movimento, dovrebbe avere il diritto di creare attriti e divisioni tra i cittadini. Proprio l’Art. 3 della Costituzione Italiana sancisce, infatti, pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

In questa giornata, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha deposto una corona d’alloro come simbolico omaggio al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria a Roma, dopo che è stato innalzato al cielo il baluardo italiano verde, bianco e rosso; lo stesso gesto viene compiuto in tutti i Comuni italiani, alla presenza dei Primi Cittadini, degli Assessori, di altri funzionari in carica e delle Forze Armate.

A Roma la destra ha dato il meglio di sé, ironicamente, con Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e le loro dichiarazioni, alla guida di un corteo che gridava: “Conte, Conte, Vaffan***!” e proseguiva con la richiesta di dimissioni immediate.

 A Busto Arsizio, il vicesindaco Maffioli, durante la cerimonia ufficiale di circa 4 minuti, non ha nemmeno deposto l’usuale corona d’alloro dopo l’alzabandiera a cura degli Alpini, presso il Monumento dei Caduti di Piazza Trento e Trieste. Un paio d’ore circa, invece, la durata di un vero e proprio comizio politico, con il motto “La Festa della Repubblica non è una festa di chi non è ANTIFASCISTA”, organizzato, con il nullaosta del Comune ed il fuorviante nome “biciclettata del 2 Giugno”, da parte del Comitato Antifascista di Busto (guidato dal suo portavoce Elis Ferracini), con l’appoggio di Medicina Democratica, CGIL varese, Verdi Busto ed altri movimenti di sinistra.

Ma che senso ha tutto ciò? Coloro che sono morti combattendo, che hanno realmente dato la loro vita per la Repubblica e per i principi della Costituzione, si rivolterebbero nella tomba vedendo lo scempio della politica italiana che approfitta di questa giornata per i propri comodi ed i propri comizi.

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BUSTO ARSIZIO – S. MESSA DI PASQUA IN DIRETTA STREAMING

In ottemperanza alla normativa vigente, per la limitazione dell’epidemia, si comunica che la Santa Messa per onorare il precetto pasquale, sarà celebrata domani, 14 Aprile 2020, alle ore 10:30 in San Giovanni da Mons. Pagani. Saranno presenti solamente il Sindaco Antonelli, la giunta comunale ed il presidente del consiglio comunale in rappresentanza di tutta la Città.

La S. Messa sarà trasmessa per tutti gli interessati in diretta streaming sulla web Tv del Comune.

https://www.bustolive.it/comunedibusto.html

Tenta il suicidio nel cimitero: salvato in extremis dalla polizia

Giovedì, un uomo ha tentato di suicidarsi all’interno del cimitero di Busto Arsizio, lo stesso, dove si scoprirà in seguito, sono sepolti i propri genitori.
Ma partiamo con ordine.
Sono le ore 20,00 di Giovedì 2 Aprile, una Volante della Polizia di Stato di Busto Arsizio, viene inviata in via Favana, dopo l’avvistamento di un uomo, che è penetrato all’interno del cimitero scavalcandone il muro di cinta. Quasi nello stesso momento, la centrale operativa riceve una chiamata da una donna, il cui marito, le ha annunciato tramite messaggio, la decisione di togliersi la vita, proprio nel cimitero di Busto Arsizio. Gli Agenti subito giunti sul posto, hanno così scavalcato a loro volta l’alta recinzione, e dopo una breve perlustrazione, attirati da alcuni rumori, lo hanno avvistato in una zona scarsamente illuminata .
L’uomo era in posizione accovacciata all’esterno di un ballatoio, appoggiato in modo precario su un solo piede, con una corda attorno al collo e l’altra estremità già annodata intorno alla ringhiera: non lasciava alcun dubbio circa le intenzioni di suicidio.
Con la massima cautela, vista la gravità della situazione, i poliziotti si sono avvicinati tentando di instaurare un dialogo con l’uomo, ma senza successo. Ben presto la situazione è precipitata: dopo aver lanciato un grido disperato, in direzione degli agenti, intimandogli di lasciargli raggiungere i propri cari, l’uomo si è lanciato nel vuoto. La prontezza di riflessi di uno degli Agenti, ha però fatto si che riuscisse ad afferrare per il giubbotto l’aspirante suicida, che nonostante abbia continuato a scalciare e dimenarsi, non è riuscito a divincolarsi e far stringere la corda attorno al collo, fallendo nel disperato gesto.
L’uomo è stato sollevato di peso e quindi immobilizzato a terra dagli Agenti, che dopo aver reciso la corda, hanno dovuto trattenerlo, con non poca fatica, fino all’arrivo dei soccorsi sanitari, incaricati di trasportarlo all’ospedale.

Aggressione davanti alla Coop di Busto Arsizio: violento ed ubriaco in arresto

Pieno centro città, davanti al supermercato Coop in fila indiana, attendono il loro turno per fare la spesa, come ormai è prassi per ragioni di sicurezza. Sono le 18:30 circa di ieri, quando un extracomunitario 30enne, che forse chiede solitamente l’elemosina nel parcheggio del supermercato, visibilmente ubriaco e senza alcun tipo di protezione, si avvicinava troppo ai clienti in attesa. Dopo poco, uno di questi, innervosito dal comportamento del giovane, decide di spiegargli con fermezza di allontanarsi, per la sicurezza di tutti; poi è entrato a fare la spesa. Il 30enne straniero, non ha però preso bene il rimprovero, decidendo di aspettare l’uscita del cliente per aggredirlo fisicamente, mentre caricava i sacchetti della spesa in auto. Una pattuglia della polizia locale di passaggio, vista la colluttazione in atto, è intervenuta immediatamente. L’extracomunitario ha quindi aggredito anche i due agenti in servizio, rendendo necessario l’intervento di una seconda pattuglia della Locale ed una dell’Arma dei Carabinieri in supporto; bloccato ed in stato di fermo, passerà la notte in una delle celle di sicurezza della caserma dei Carabinieri. Questa mattina, infatti, è prevista la convalida d’arresto per direttissima, presso il tribunale di Busto Arsizio, per violenza e resistenza a pubblico ufficiale; restano da verificare eventuali altri reati commessi in violazione del Decreto Ministeriale anti Covid-19 in vigore.

Controlli a Busto Arsizio: coppie appartate, feste di compleanno ed armi da taglio

Se gli otto esercizi commerciali controllati dalla polizia locale di Busto Arsizio sono risultati in regola con controlli COVID, lo stesso non si può dire per parecchi privati cittadini.
Nel fine settimana appena trascorso sono stati effettuati 249 controlli nelle strade di Busto Arsizio: venti persone hanno fornito motivazioni non rientranti tra quelle espressamente indicate dai decreti, per altri due casi si procederà, invece, per false dichiarazioni.
Nel pomeriggio di venerdì la Polfer, coadiuvata da una pattuglia, ha fermato una coppia di ragazzi che, dopo aver scavalcato la recinzione della stazione centrale è salita a bordo di un’auto, dove li aspettava un trentenne pregiudicato della zona. Oltre alle sanzioni amministrative per aver eluso i controlli di Polizia Ferroviaria e Polizia Locale, l’auto utilizzata per la fuga è stata sequestrata dagli agenti in quanto priva di assicurazione.
Due coppie hanno pagato cara la nostalgia per l’innamorato: i fidanzati ventenni appartati in un parcheggio, lei residente in città, lui del legnanese, che si sono giustificati agli agenti dicendo di “non vedersi da settimane” e la coppia, trovata in un parcheggio di Viale Venezia, che sfruttava gli spostamenti di lavoro di uno dei due, residente fuori regione, per potersi vedere. In entrambe le situazioni sono state applicate le sanzioni del caso.
Segnalati dai vicini di casa, alcuni residenti del centro cittadino che hanno pensato di organizzare una festa di compleanno con tanto di ospiti provenienti da Gallarate. I cittadini, di origine Albanese, sono stati sottoposti a controllo da parte degli Agenti di Polizia che non hanno creduto alle loro parole, quando hanno asserito di essere soli in casa. Rifugiati sul terrazzo, sono stati infatti trovati nascosti amici e parenti del padrone di casa intervenuti alla festa. Tutti sono stati identificati e sanzionati come da prassi.
Reati di oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale, queste le denunce rivolte ad una ragazza diciannovenne di Busto Arsizio, che fermata durante un controllo, oltre a rifiutarsi di fornire informazioni relative al suo spostamento, ha messo in atto comportamenti aggressivi che sono arrivati alla minaccia di sputare addosso agli agenti. Oltre alle denunce chiaramente è stata emessa sanzione amministrativa.
Un coltello a serramanico, questo è quanto ha rinvenuto il Nucleo Pronto Intervento, all’interno nella vettura di un cittadino albanese residente in città. Per lui denuncia per porto abusivo di oggetti atti ad offendere e sequestro dell’arma.