Fontana ordina il coprifuoco in Lombardia: dannoso per l’economia e probabilmente inutile

Dopo l’ok del Ministro Speranza si attende l’ordinanza: coprifuoco dalle 23 alle 5, didattica a distanza nelle scuole secondarie e chiusi i centri commerciali non alimentari nei weekend.

La Regione Lombardia, con l’Ok del Ministro Speranza e dei sindaci dei capoluoghi di Regione, è al lavoro per varare nelle prossime ora la nuova “ordinanza coprifuoco” per cercare di contrastare l’aggravarsi della pandemia.

Il coprifuoco dalle 23 alle 5

Regione Lombardia ha chiesto al governo Conte, nella persona del Ministro della Salute, Roberto Speranza, ed ottenuto parere positivo, per lo stop di tutte le attività e degli spostamenti, ad esclusione dei casi di comprovata necessità, o per motivi di salute e di lavoro, nell’intera Lombardia dalle ore 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì 22 ottobre.

La proposta è stata avanzata al Governo dai i Sindaci dei Comuni capoluogo di Regione, insieme al presidente dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Mauro Guerra, ai capigruppo di maggioranza e di opposizione e al governatore Attilio Fontana.

“Credo sia opportuno prendere un’iniziativa come questa che è simbolicamente molto importante ma non dovrebbe avere delle conseguenze di carattere economico particolarmente gravi, senza però lasciare che la situazione peggiori. Ho sempre sostenuto che l’Italia non si può permettere un lockdown, dal punto di vista economico ma anche psicologico. Dobbiamo evitarlo, dobbiamo trovare la strada migliore per evitarlo”.

Attilio Fontana, Quarta Repubblica su Rete4 il 19 ottobre 2020

Bar, ristoranti e sale giochi

L’ordinanza prevede la chiusura dalle 23 di tutte le attività. Nei bar e ristoranti le consumazioni saranno consentite dopo le 18 solo al tavolo. Sono anche chiusi dalle 18 alle 6 del mattino i distributori automatici di alimenti e bevande posti sulle pubbliche vie.

Chiuse in tutta la Regione le sale scommesse, sale giochi e le sale bingo. Vietato l’uso delle slot machines nei bar e in qualsiasi altro esercizio pubblico.

Didattica a distanza

Regione Lombardia ha deciso anche l’alternarsi tra distanza e presenza delle attività didattiche per tutte le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali di secondo grado. Raccomandazione alle università di attivare la didattica a distanza appena possibile.

Mezzi di trasporto

Secondo le prime indiscrezioni, come di consuetudine, ci saranno adeguate norme stringenti per le società di trasporto private, ma nessuna stretta sui trasporti pubblici, se non lo scaglionamento degli ingressi a scuola. In tutta la Regione i pendolari potranno continuare ad ammassarsi su pullman, metro e tram, l’importante è che siano ben stipati per raggiungere il posto di lavoro o la scuola, ma che non facciano acquisti nei weekend.

Metropolitana di Milano

Fontana ha fatto bene i calcoli?

Sicuramente conoscerà i numeri in ascesa dei nuovi positivi, ieri 1687, di cui il 90-95% asintomatici e poco infettivi, ma sicuramente parla a sproposito dichiarando che la nuova ordinanza “non dovrebbe avere delle conseguenze di carattere economico particolarmente gravi”.

Secondo una ricerca della Camera di Commercio di Milano è emerso che la Lombardia si classifica al primo posto in Italia per numero di imprese ristorative: 22,000 ristoranti e 26,000 bar. Come potrebbero sopravvivere queste imprese, già molto compromesse dal primo lockdown, con le nuove restrizioni e senza concreti aiuti economici dal Governo?

Non dimentichiamo che Fontana, ancora indagato dalla Procura di Milano, si è interessato al fatturato di Dama spa, per la fornitura di mezzo milione di euro di camici, in quanto di proprietà del cognato Andrea Dini e di sua moglie Roberta Dini; ma non si interessa anche alle altre aziende presenti sul territorio? Secondo Unioncamere, infatti, il 1° trimestre del 2020 ha già visto chiudere oltre 20.000 attività, e nel 2° trimestre ne sono state chiuse altre 9.880. Quante ne chiuderanno ancora?

Perché non usare il modello Stoccolma?

A Stoccolma, come in tutta la Svezia, la strategia di non attuare alcun lockdown ha funzionato. Sotto la guida dell’epidemiologo Anders Tegnell, direttore dell’Agenzia di Sanità Pubblica svedese, la Svezia, ha semplicemente puntato sul buonsenso e su un minimo distanziamento sociale, una sorta di immunità di gregge, senza distruggere la propria economia e mettendo in ginocchio i propri cittadini.

Mettendo i dati svedesi a confronto con quelli italiani, possiamo notare che l’assenza di restrizioni ha generato meno morti: 61 morti ogni 100.000 abitanti in italia, contro i 57 morti, sempre ogni 100.000 abitanti, in Svezia.

Dal punto di vista economico, la Svezia, seppur in sofferenza, secondo le stime della Commissione Europea perderà il 5,3% del proprio Pil. L’Italia, devastata da lockdown e restrizioni, perderà, secondo le stime dal 10,2 al 12,4% del suo Pil.

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Italia pronta a fallire: in arrivo coprifuoco serale e chiusure settoriali.

Oltre al coprifuoco notturno e le chiusure di migliaia di attività, avanza anche l’ipotesi di didattica a distanza per le scuole superiori.

Governo e Ministero della Salute stanno studiando un nuovo giro di vite per arginare i numeri in crescita dell’emergenza Coronavirus. In accordo con le regioni potrebbero essere istituiti dei lockdown regionali, direttamente dai governatori. Al momento le misure al vaglio sono: coprifuoco dalle 22; chiusura di palestre, parrucchieri, barbieri, centri estetici, cinema e teatri; didattica a distanza per le scuole superiori.

Quanto sono realmente preoccupanti i numeri dei contagi?

I dati ufficiali di ieri, 15 ottobre 2020, mostrano una netta crescita di positivi: 8.804, di cui il 95% asintomatici e con ridotta carica virale, a fronte del record di 162.932 tamponi. In aumento anche i ricoveri ospedalieri, che però, come conferma Giorgio Palù, past president delle Società Italiana ed Europea di Virologia, rappresentano il 6% dei positivi. Da considerare, inoltre, che molti dei ricoverati sono soggetti paucisintomatici, e per molti altri si tratta di ricoveri sociali: persone anziane e sole. Questi dati evidenziano ancora una volta che la situazione è ben differente da quella dei mesi di marzo ed aprile. Crescono i contagi all’aumentare del numero dei tamponi, è logico, ma la letalità del Covid-19 è stabile, tra i positivi, tra lo 0,3 e lo 0,4%.

Quanto interessa al Governo il pensiero del Comitato Tecnico Scientifico?

Da un lato il Governo Conte già prevede misure più drastiche per il contenimento del virus, dopo aver varato l’ennesimo DPCM appena due giorni fa’. Dall’altro, Agostino Miozzo, coordinatore del CTS, dichiara: “Il Cts non sta facendo alcun pressing sul governo. Stiamo pensando di convocare una riunione del Cts nelle prossime ore, ma nessuno ci ha chiesto nulla, né noi abbiamo chiesto nulla“.
Sebbene sia innegabile che nelle scorse ore, ambienti vicini al Comitato, avevano comunicato che sarebbero serviti provvedimenti più restrittivi per far fronte all’incremento dei contagi, risulta assurdo che un Governo (composto da avvocati, ex bibitari, ex comici, ex disoccupati cronici, ecc), dopo aver appena prorogato lo stato d’emergenza sanitaria, si arroghi il diritto, senza il parere di un comitato di esperti, di decidere per il futuro di un’intera nazione.

Il rischio del fallimento sociale

Secondo uno studio del Sole24Ore condotto su un campione di 3,4 milioni di persone a livello mondiale, e pubblicato il 25 Giugno 2020, è emerso che la solitudine fa aumentare il rischio di morte precoce del 26%, l’isolamento sociale del 29%, e vivere soli del 32%. Certamente la ricerca sugli effetti dell’isolamento sociale legati alla mortalità erano a lungo termine, tuttavia, l’angoscia significativa causata da queste pratiche di isolamento (didattica a distanza, chiusura di luoghi d’aggregazione, ecc) portano ad effetti negativi sul benessere e sulla salute mentale di ogni individuo: soprattutto in termini di disturbi alimentari, di alcolismo e di gioco d’azzardo telematico.

Il sicuro fallimento economico

Un virus con una letalità minore dello 0,001% a livello nazionale (fonte: epicentro.iss.it), in concomitanza con un Governo, molto probabilmente di incapaci, che prende decisioni spesso contrarie al Comitato Tecnico Scientifico, non potrà che portare i cittadini alla fame, ed alla “guerra dei poveri”.

Secondo l’Istat, l’impatto della crisi Covid-19 determina seri rischi per la sopravvivenza del 38,8% delle imprese italiane. Una catastrofe economico-sociale che farebbe perdere il posto di lavoro a circa 3,6 milioni di italiani.

Probabilmente, ma non sicuramente, barricandosi in casa ed interrompendo qualsiasi rapporto sociale non contrarranno il Coronavirus, ma certamente il loro problema sarà pagare il mutuo della casa in cui vivono, fare la spesa, e sostenere le spese di primaria necessità.

Se gli italiani non tornano a mangiare ai ristoranti, forse non si ammalano, ma i ristoranti chiudono e lasciano a casa il personale.
Se gli italiani non vanno dal parrucchiere o dal barbiere, forse non si ammalano, ma i saloni chiudono e lasciano a casa il personale.
Se gli italiani non vanno al cinema o a teatro, forse non si ammalano, ma i cinema ed i teatri chiudono e lasciano a casa il personale.

Forse chiudere tutto, anche a fasce orarie, potrebbe essere una delle soluzioni per difenderci da un virus ormai poco letale, ma sicuramente è la scelta migliore per mettere in ginocchio milioni di italiani.

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