Triplicati i controlli della Polizia Ferroviaria: arrestati 25 latitanti in Lombardia

Un giro di vite contro la delinquenza nelle stazioni e sui treni della Lombardia.

Sono in tutto 25 i latitanti arrestati dalla Polizia Ferroviaria del Compartimento per la Lombardia, negli ultimi tre mesi, nelle stazioni e sui treni: circa 1 ogni 3 giorni. I controlli nei principali scali lombardi, triplicati rispetto allo scorso anno, essendo passati da 70.000 a 220.000, hanno permesso di rintracciare i ricercati nei cui confronti pendevano ordini di carcerazione per pene definitive oppure ordinanze di custodia cautelare.

Nel dettaglio, i maggiori controlli hanno permesso di fermare: 6 responsabili di rapine, commesse per lo più in ambito ferroviario o a bordo di treni; 7 responsabili di furti, nella maggior parte dei casi sempre commessi a bordo di convogli ferroviari; 4 ricercati per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e 2 destinatari di un ordine di carcerazione europeo per omicidio.

I rimanenti provvedimenti restrittivi eseguiti dalla Polfer della Regione Lombardia, infine, hanno riguardato reati di maltrattamenti in famiglia, truffa, danneggiamento ed immigrazione clandestina.

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Lombardia: istituita la Banca Regionale del Plasma

Il Consiglio Regionale Lombardo, ha approvato ieri, 26 Maggio 2020, all’unanimità, la mozione urgente per la raccolta e l’utilizzo del plasma autoimmune. “Con questa mozione – spiega Emanuele Monti, Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, nonché primo firmatario della mozione – impegniamo la giunta regionale ad istituire la Banca Regionale del Plasma, che consiste nell’estendere la raccolta del plasma a tutti i centri trasfusionali lombardi, che dovrà essere fatta secondo le indicazioni in essere negli ospedali San Matteo di Pavia e Carlo Poma di Mantova. In queste due strutture sanitarie prenderà il via, infatti, la lavorazione e conservazione delle unità di plasma iperimmune anche per conto degli altri centri trasfusionali regionali. La strada per la sperimentazione di una cura che ha tutti i presupposti per essere valida è tracciata”.


“Il testo approvato prevede quindi l’estensione a tutte le Asst lombarde di un protocollo di cura, coordinato sempre dai due centri di Pavia e Mantova, e di dare avvio alla lavorazione a livello industriale di plasma iperimmune di grado farmaceutico e immunoglobuline” aggiunge il Presidente della Commissione.


“Ricordo – conclude infine Monti – che la sperimentazione ha già evidenziato l’efficacia delle trasfusioni di plasma iperimmune prelevato da soggetti guariti dal suddetto virus, tanto che già alla seconda infusione i pazienti registrano un netto miglioramento. Si tratta di una terapia sicura e potenzialmente molto efficace da portare avanti nella lotta contro il Covid-19”.

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Lombardia rischia nuovo lockdown – Boccia: “sì alla mobilità, ma non per le Regioni con alto rischio”

Dure le parole dell’accademico Francesco Boccia, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, che mette in guardia in previsione del primo check fissato per il 3 Giugno: “Col Coronavirus bisognerà convivere e se ci dovessero essere problemi in una singola regione, quest’ultima dovrà chiudere, perché non possiamo fermare le altre” – e prosegue – “Ripartirà, la mobilità tra le regioni, ma per quelle che hanno ‘rischio medio o basso’. Per chi, invece, avesse un ‘rischio alto’, questo non sarà ritenuto opportuno”. Nel frattempo, Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia e commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza COVID-19, ha riportato l’attenzione del Senato, in particolare alla Commissione Giusizia, dell’App per il contact tracing: ‘IMMUNI‘; il nuovo sistema tecnologico ha quasi superato la fase di test, e sarà fruibile dai cittadini tra la fine di Maggio e la prima settimana di Giugno.

L’ammonimento di Boccia arriva dopo due giorni dall’inizio della ‘Fase Due BIS’ considerato l’incremento dei casi totali che è quasi raddoppiato, passando dai 451 di lunedì – il numero più basso dall’inizio del lockdown – agli 813 di martedì. Il bollettino quotidiano della Protezione Civile, potrebbe però creare inutile allarmismo: è vero che è aumentato il numero dei contagi, ma è aumentato notevolmente anche il numero dei tamponi eseguiti, soprattutto in Lombardia, che ieri ha contato +462 positivi a fronte di un +15.000 test tampone eseguiti. Per questo tutte le regioni restano dunque al momento a rischio ‘basso’, mentre è ‘moderato’ in Lombardia, Molise e Umbria. I dati dei prossimi giorni, diranno se il trend rimarrà quello attuale o se è destinato a risalire, confidando però in una corretta interpretazione dei dati numerici da chi di competenza. Il Premier Conte, invece, resta ottimista comunicando che il sacrificio degli italiani ha dato i suoi frutti, e che la prima fase di sperimentazione del Vaccino per il Covid-19 presso l’università di Oxford, su 510 volontari, si è conclusa positivamente.

18 Maggio 2020 – L’economia italiana riparte

“Da lunedì compiremo un altro importante passo avanti verso la nuova normalità. Sono certo che i lombardi sapranno agire responsabilmente e nel rispetto delle regole”, con queste parole il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha anticipato i contenuti dell’ordinanza che regolarizzerà la riapertura della maggior parte delle attività a partire da domani, 18 maggio e che sarà in vigore fino a fine mese.
L’Ordinanza Regionale verrà emanata ufficialmente, e senza sorprese, non appena entrerà in vigore il nuovo DPCM sulle riaperture.

Conte, infatti, si è espresso ieri a riguardo: “Regione Lombardia affronta una prova più difficile rispetto ad altre regioni. Consiglio a tutti i lombardi di essere particolarmente attenti, di fidare nel principio di auto-protezione”, ed ha poi sottolineato: “il Governo non ha motivo per dire alla Lombardia di non aprire, può tranquillamente, facendo proprie valutazioni in termini di responsabilità, decidere di aprire, come ogni Regione”.

Ecco quindi i punti chiave della ripartenza italiana post picco pandemico:


SPOSTAMENTI
Restano vietati gli spostamenti verso altre regioni (fino al 3 Giugno) sia con mezzi di trasporto pubblici sia privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Liberi gli spostamenti all’interno della Regione, senza più l’obbligo di autocertificazione.

QUARANTENA
Permane il divieto di mobilità dalla propria abitazione per tutti coloro che sono sottoposti alla misura di quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19.

ASSEMBRAMENTI
Restano vietati gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico si svolgeranno, ove ritenuto possibile, sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici.

RISTORANTI, BAR E PUB
Potranno riaprire con una serie di regole speciali, tra le quali un’adeguata informazione, utilizzo di mascherine e guanti per il contatto con i clienti, nonché igienizzazione dei prodotti. I locali dovranno inoltre:

  • privilegiare l’accesso tramite prenotazione, garantendo distanze di sicurezza e/o contingentare gli ingressi;
  • privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), garantendo il distanziamento di almeno 1 metro tra i presenti;
  • disporre i tavoli in modo che le sedute garantiscano il distanziamento sociale interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti. La distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite ‘droplet’;
  • è consentita la consumazione al banco solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di sicurezza;
  • restano vietati i buffet.

COMMERCIO AL DETTAGLIO
Restando in vigore il divieto di assembramenti e l’obbligo di distanziamento sociale, gli accessi verranno contingentati. In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia e toccare la merce.

SERVIZI ALLA PERSONA (PARRUCCHIERI ED ESTETISTI)
Consentiranno l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, igienizzazione e controllo della temperatura corporea prima dell’accesso.

FUNZIONI RELIGIOSE
Saranno consentite le cerimonie religiose, con l’obbligo di indossare le mascherine, mantenere il distanziamento sociale e l’igenizzazione delle superfici al termine di ogni funzione.

Da domani anche i cittadini potranno dimostrare che l’Italia vuole ripartire; ricominciando ad acquistare nei negozi, frequentando bar ed organizzando cene nei ristoranti preferiti, usufruendo di parrucchieri, barbieri ed estetisti, nel rispetto delle norme, ma senza farsi prendere dalla fobia del contagio. L’Italia non è solo decreti e divieti, ma persone!

Risurrezione? Per la Pasqua Cristiana OK, per l’Italia è ancora lontana

Quasi un’intera settimana è passata dalla Domenica di Pasqua, inesistente il Lunedì di Pasquetta, solitamente dedicato alle grigliate con gli amici ed alle gite fuori porta con il pranzo al sacco, e volata via ormai anche la colomba pasquale; ma la vera resurrezione? I Media ed il Governo parlano di miglioramenti, di ritorno alla normalità, di riapertura di buona parte delle attività, ecc..

Quante belle parole! Piacerebbe sapere, però, a quale delle seguenti domande, chi di competenza, risponderebbe affermativamente:

  1. Sono dettate da un inutile spirito rassicurantistico da buon Pater Familia?
  2. Dall’incapacità di leggere i dati numerici riportati sulle tabelle PCM-DPC del Ministero della Salute?
  3. Si tratta di un pessimo gioco economico-politico, per tentare ormai vanamente, di non far crollare il sistema?
  4. L’ennesima presa per i fondelli nei confronti dell’italiano medio che, purtroppo, il più delle volte, è costretto a fidarsi, senza poter consultare alcun dato, delle notizie diffuse dalle principali testate giornalistiche e dalle emittenti televisive come Mediaset e Rai?

I numeri parlano chiaramente, solo in Lombardia, negli ultimi 3 giorni, dal 15 Aprile a ieri, sono aumentati di oltre 2.800 i contagi verificati rispetto ai giorni precedenti, basandosi su di un totale di circa 243.000 tamponi eseguiti da inizio epidemia; si noti che i cittadini lombardi sono più di 10.000.00!

Su scala nazionale, però, la situazione non migliora, i contagi sono aumentati di 9.946, considerando sempre e solamente i giorni 15, 16 e 17 Aprile, ed un totale di 1.244.100 tamponi eseguiti. L’Italia conta purtroppo 60.300.000 abitanti, ovvero, coloro che hanno potuto sottoporsi a test-tampone sono ben il 2,06% degli italiani.

In ordine si riportano le tabelle con i dati del Ministero della Salute:

Giorno 15 Aprile 2020

Giorno 16 Aprile 2020

Giorno 17 Aprile 2020

Nuova ordinanza da fontana – da oggi in Lombardia più restrizioni

Sembra ormai di essere le piccole pedine di un monopoli, dove al tavolo giocano i presidenti delle varie regioni, e Conte, come giocatore più importante (magari con Parco della Vittoria e Viale dei Giardini). Decreti su decreti, ed ordinanze regionali ancor più restrittive, varate anche di sabato. Da oggi, infatti, entra in vigore l’ennesima ordinanza, firmata ieri da Attilio Fontana, con le nuove norme restrittive, per alcuni ridicole, applicate in Lombardia, e che saranno valide sicuramente fino al 13 Aprile, se non sarà modificata prima in base a qualche altro decreto.

Per ora, l’ordinanza da oggi, domenica 5 Aprile, prevede:

  • Obbligo, per chi esce dalla propria abitazione, sempre per motivi di lavoro, salute o necessità ed urgenza, alla disinfezione delle mani e protezione di sé stessi e degli altri attraverso la copertura di naso e bocca con mascherine, o in subordine attraverso semplici foulard e sciarpe;
  • Divieto di uscire dalla propria dimora, residenza o domicilio, se presenti sintomi da infezione respiratoria e la propria temperatura corporea è pari o superiore a 37.5 gradi;
  • Accompagnare gli animali da compagnia, per l’espletamento dei loro bisogni fisiologici e l’attività motoria, sono attività consentite entro 200 metri di distanza dalla propria dimora, residenza o domicilio, e sempre mantenendo la distanza di 1 metro da ogni altra persona;
  • Sono vietati gli assembramenti di più di 2 persone, in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Queste sono le restrizioni principali a cui ci si deve attenere in Lombardia, ma da blogger mi verrebbe da chiedere a Fontana, a cui spero arrivi questo articolo: visto il primo punto dell’ordinanza, non dovrebbe la Regione Lombardia fornire gratuitamente almeno due mascherine a settimana ad ogni cittadino? É uno scherzo, o una provocazione, scrivere in un’ordinanza di proteggersi, e proteggere gli altri, con sciarpe e foulard?

Per quanto riguarda le attività di somministrazione di alimenti o bevande, di commercio al dettaglio ed altre attività economiche, trovate di seguito il PDF scaricabile dell’ordinanza completa.

Accordo tra Regione e BLS di Cormano: 24 su 24 per la produzione di mascherine

Si è raggiunto l’accordo tra la l’Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti (ARIA) e BLS, azienda leader e specializzata al 100% nella produzione di dispositivi di protezione individuale delle vie aeree da oltre cinquant’anni. Nell’headquarters di BLS, a Cormano, sono ora attive 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tre linee di produzione di mascherine FFP2 e FFP3 riservate al fabbisogno di Regione Lombardia, utilizzate con efficace protezione contro il Covid-19. L’azienda ha assunto 30 nuovi dipendenti in modo da non fermare mai il ciclo produttivo, che passa così da 2 a 3 turni nelle ventiquattr’ore.


“L’aumento esponenziale di ordini e richieste ha reso la situazione estremamente mutevole: quotidianamente dobbiamo ripianificare la produzione e l’approvvigionamento delle materie prime, anche in base alle urgenze stabilite dal Governo” spiega l’Ing. Pier Paolo Zani, amministratore delegato di BLS “solo nelle ultime settimane l’azienda ha ricevuto ordini per diversi milioni di pezzi. Per questo abbiamo fatto una scelta responsabile di aumentare il più possibile la produzione, ridisegnando le linee e i processi per dare priorità alla fornitura di ospedali, istituzioni, forze dell’ordine e numerosi clienti del settore industriale, affinché anche le aziende italiane possano continuare il loro lavoro”.

I prodotti BLS sono infatti certificati come DPI secondo lo standard EN149:2001+A1:2009 in classe FFP2 e FFP3 e corrispondono alle indicazionidell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); inoltre i respiratori BLS sono marcati CE secondo il Regolamento Europeo (UE) 2016/425 (Dispositivi di Protezione Individuale)


BLS sottolinea che il prezzo ai propri canali di vendita non ha subito variazioni dopo l’inizio della pandemia, anzi, condanna i rincari e le speculazioni di aziende concorrenti e distributori finali.

BLS non vende a privati, nè a possessori di P. Iva, ma solo ai grandi distributori. L’azienda momentaneamente rifiuta, attraverso una registrazione audio, le telefonate in ingresso per dedicarsi al 100% alla produzione; si chiede anche di non presentarsi alla sede, in quanto per motivi di sicurezza sanitaria è vietato l’accesso ai non addetti.