“Test rapidi” poco affidabili: troppi falsi negativi!

Arriva l’autunno e con le prime influenze sarà panico: i test rapidi saranno solo un placebo.

Nell’ultimo mese, alcune regioni italiane stanno facendo un ampio ricorso ai cosiddetti “test rapidi” per individuare potenziali contagiati al nuovo Coronavirus, soprattutto negli aeroporti, per il controllo dei passeggeri di ritorno da Paesi come Spagna e Grecia.

Questi test però, a differenza dei tamponi molecolari di cui sentiamo parlare quasi ogni giorno da ormai sette mesi, hanno un’affidabilità limitata.

Facciamo chiarezza e confrontiamo i test: quali sono, come vengono eseguiti e la loro affidabilità.

Quali test esistono e le loro differenze

Quando si sente parlare di “test” per il nuovo Sars-CoV-2, si fa riferimento a tre strumenti diversi:

il primo è quello del tampone faringeo o naso-faringeo, meglio conosciuto come tampone molecolare o Pcr (Polymerase Chain Reaction, nome della tecnica di rilevamento utilizzata). Permette di diagnosticare con una probabilità di errore dall’1 al 4% un’infezione in atto. Ricerca l’Rna virale del nuovo Coronavirus, dato che ne esistono 7 differenti tra loro, ma il procedimento di analisi può durare da diverse ore ad alcuni giorni;

il secondo tipo di test è il comunemente chiamato “sierologico”, e viene effettuato attraverso il sangue. Serve a individuare la presenza nel liquido plasmatico degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta all’infezione da Sars-CoV-2. Bisogna sottolineare però che un test sierologico di per sé non è sufficiente per diagnosticare un’infezione in atto: se si risulta positivi al sierologico, serve comunque un tampone molecolare per confermare la positività al nuovo Coronavirus. I casi di falsi negativi sono molto comuni; come dimostrato dai test sierologici “made in china”, ritirati dal mercato spagnolo, che hanno prodotto un risultato del 70% di falsi negativi;

come terza tipologia ci sono i test antigenici. Conosciuti anche con il nome di “test rapidi”. Sono sempre effettuati con un tampone faringeo o naso-faringeo, ma il campione raccolto viene analizzato con una tecnica completamente differente rispetto alla Pcr. Danno risultati in un periodo di tempo molto breve (anche in pochi minuti), ma sono di gran lunga meno affidabili rispetto a quelli molecolari. Un aspetto sicuramente di non di secondaria importanza nel contenimento di un’epidemia. Non consideriamo i test salivari che sono ancora in fase di studio e scarsamente utilizzati.

Misurare l’affidabilità dei test: sensibilità e specificità

L’affidabilità dei test, che siano molecolari, sierologici o antigenici, si misura in percentuale in considerazione alla sensibilità ed alla specificità.

La sensibilità corrisponde alla proporzione di positivi al Sars-CoV-2 identificati correttamente in quanto tali: più è alta è la percentuale di sensibilità di un test, più è bassa la probabilità di incorrere in falsi negativi. Ovviamente il falso negativo è una persona che secondo il test non è infetta, ma che in realtà lo è.

La specificità invece corrisponde alla proporzione di negativi che sono correttamente identificati come negativi al virus: più è alta la specificità di un test, più è bassa la probabilità di incorrere in falsi positivi. In altre parole l’opposto di un falso negativo: persone che secondo il test sono contagiate, quando in realtà non lo sono.

Quanto sono affidabili i test?

Secondo le evidenze scientifiche più recenti, i tamponi molecolari, ovvero trattati con tecnica di rilevamento RT Prc, sono i test considerati più affidabili, con sensibilità e specificità del 95% (fonte Unipd).

I test antigenici, o “test rapidi”, come dice già il nome, si pongono come priorità la velocità di diagnostica e non l’affidabilità. Hanno una sensibilità ridotta del 65% e una specificità del 90% (fonte CerTest Biotec).

L’affidabilità dei test sierologici, invece, varia molto a seconda del numero di giorni che sono trascorsi dal momento dell’infezione; più giorni passano più i sierologici sono affidabili. La percentuale è quindi molto variabile.

La grande problematica dell’uso dei test rapidi

Il potenziale problema dei “test rapidi” sorge dal momento che il governo italiano ha deciso di autorizzarli, per aumentare la capacità delle autorità sanitarie regionali di individuare i nuovi casi di Sars-CoV-2.

Appena iniziato l’autunno, con i primi raffreddori e sintomi influenzali, sembra evidente che sarà necessario eseguire molti più test rispetto ai centomila giornalieri eseguiti nelle ultime settimane.

Saranno i test rapidi, con la loro scarsa sensibilità a proteggerci dalla potenziale seconda ondata? Sembrerebbe proprio di sì. Saranno utilizzati per il controllo delle persone che entrano nel nostro Paese da zone a rischio Covid attraverso porti ed aeroporti, nelle scuole, negli uffici pubblici e forse anche nelle grandi aziende per il controllo del personale.

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Vacanze in Grecia? Aspettate ad escluderla dalle mete possibili

Come riportato dalle principali testate giornalistiche e da molti Telegiornali, dal 15 giugno saranno nuovamente ammessi i voli internazionali negli aeroporti greci di Atene e Salonicco, ma con una particolare limitazione: se l’aereo proviene da uno degli aeroporti dell’elenco delle aree “ad alto rischio” stilato dall’AESA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea) i passeggeri saranno sottoposti ad un test per il Covid-19 (tampone) all’arrivo; se negativo, il passeggero si metterà in auto-quarantena per 7 giorni, se positivo, la quarantena sarà di 14 giorni.

Subito dopo la lettura di questo paragrafo è scattata l’ira di Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, che ha dichiarato: “La Grecia che mette al bando il Veneto mi pare allucinante. Mi chiedo cosa pensino i loro operatori, sono i nostri turisti che vanno lì. Sappiano che non ci vedono più”, ed ha poi aggiunto sarcasticamente: “Esperti di sanità quelli della Grecia…”. Per poi concludere con una bellissima proposta provocatoria: “Siamo a disposizione della comunità greca in maniera costruttiva per mostrare le ‘carte’. Se poi vogliono anche, chiamiamo il prof Crisanti, per fare un giro di tamponi a casa loro”.

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Ma è così corretto escludere la Grecia come meta per l’estate 2020?

Potrebbe essere presto per puntare il dito contro i nostri vicini, ed escludere a priori il territorio ellenico dalla lista dei luoghi di villeggiatura possibili per quest’estate.

In primo luogo, sebbene forse volutamente non specificato per fini politici ed economici dai giornali, dalle TV e dall’ANSA stessa, si deve notare che questa limitazione avrà effetto per soli 15 giorni, infatti, si legge sul sito dell’Ambasciata di Grecia in Italia:

“Dal 15 al 30 giugno 2020 verranno ripresi i collegamenti aerei da tutti gli aeroporti d’Italia da e per Atene e Salonicco. I passeggeri saranno sottoposti a dei test a campione. I passeggeri che provengono dagli “aeroporti situati in aree ad alto rischio di trasmissione COVID-19 dell’elenco redatto dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea”, al loro arrivo saranno sottoposti ad un test obbligatorio (tampone)…”

Secondariamente, non dobbiamo sentirci “presi di mira” dal Governo, o dal popolo greco, che, seppur discutibile, la stessa limitazione la impone anche ad altri Paesi europei come Belgio e Svezia, o Regioni specifiche di altri Paesi, sempre restando in Europa, come Francia, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito, oltre a tutta una serie di altri Stati che potete leggere nell’ -allegato 1- stillato dall’AESA ed intitolato: “Lista degli aeroporti situati in aree ad alto rischio di trasmissione dell’infezione di Covid-19”.

Sconcertante quanto i nostri Ministri, i Presidenti delle Regioni, le agenzie di stampa, le TV ed anche le testate giornalistiche più importanti, possano influenzare il pensiero della maggior parte degli italiani, manipolando le comunicazioni a loro piacimento e sottolineando, deliberatamente, solo alcuni aspetti della Notizia. Il consiglio è quindi di verificare sempre le fonti, in questo particolare caso il sito dell’Ambasciata di Grecia in Italia e del Ambasciata d’Italia ad Atene, che addirittura, intelligentemente, vista anche la possibilità di evoluzione delle decisioni del Governo greco riporta chiaramente nella sezione delle FAQ: “Si sottolinea che la lista dei Paesi da cui sarà possibile venire in Grecia a partire dal 15 giugno NON è ancora stata resa nota dalle Autorità greche, che prenderanno tale decisione sulla base delle valutazioni tecnico-scientifiche sull’andamento dell’emergenza del comitato di esperti appositamente istituito”.

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AllegroItalia Golden Palace di Torino – il primo ‘Grand Hotel della Salute’ ai tempi del Covid-19

‘Grand Hotel della Salute’ è il nuovo progetto lanciato da AllegroItalia Hotel & Condo. Il cuore di Allegroitalia, l’hotel Golden Palace cinque stelle lusso di via dell’Arcivescovado, sarà la prima struttura alberghiera in Italia a poter offrire contemporaneamente assistenza medica e infermieristica giornaliera, dieta personalizzata, animazione culturale, palestra e spa.

“In questo momento così delicato – spiega Piergiorgio Mangialardi, Presidente della catena Allegroitalia – vogliamo mettere a disposizione i nostri spazi per permettere di soggiornare in un luogo sicuro che possa trasmettere benessere attraverso il proprio personale ed i servizi offerti. Può inoltre essere un modo per rilanciare il turismo e il mondo dell’ospitalità, così profondamente colpito”

Piergiorgio Mangialardi, Presidente di Allegroitalia


Tutte le strutture Allegroitalia, hanno adottano fin da subito, senza mai chiudere le loro porte ai clienti, le più meticolose misure di prevenzione anti-Covid per ospiti e personale: controllo quotidiano della temperatura corporea a dipendenti e clienti; ionizzatori di ultima generazione per la pulizia delle 195 camere disponibili e degli spazi comuni; sanificazioni di bagagli e scarpe, ad ogni accesso, attraverso speciali erogatori di perossido di idrogeno.
Il nuovo progetto ‘Grand Hotel della Salute’, studiato da AllegroItalia in collaborazione con il medico chirurgo Claudio Zanon, direttore scientifico di “Motore Salute”, diventerà realtà per i clienti a partire da lunedì 18 Maggio.

Piergiorgio Mangialardi ed il dott. Claudio Zanon

Saranno disponibili vantaggiose offerte settimanali, e tutti gli ospiti avranno la possibilità di utilizzare “Family Health”, un cloud dove poter salvare, con la massima sicurezza e riservatezza, la propria storia clinica, per avere accesso immediato a qualsiasi proprio dato sanitario; conoscere ed avere a portata di click la propria situazione clinica, è alla base del benessere e della salute.
Per ultimo, ma di grande importanza in questo momento pandemico, sarà possibile, attraverso la collaborazione di strutture private torinesi, eseguire il test sierologico e ricevere il responso direttamente in hotel.

Da cliente della catena Golden Palace, nonché amico del presidente, è strano non poter più vedere per via delle mascherine il sorriso dei dipendenti, il cui motto è sempre stato “noi siamo Allegri, e voi?”, ma l’importante ora è essere Affidabili, Allegri e Aperti!

Siamo davvero disponibili ed empatici verso gli altri?

Alla luce della particolare situazione pandemica e del nuovo decreto, che confida ancora nello smart working e nel proseguimento degli studi, di ogni ordine e grado, attraverso corsi online, il blog ha deciso, in via del tutto eccezionale, di accogliere la richiesta di aiuto da parte di una studentessa universitaria di Venezia-Mestre per completare il suo progetto di studi.


L’universitaria, Alina Galben, iscritta alla Facoltà di Psicologia, spiega: “per la tesi di laurea magistrale sto conducendo ricerche, analisi e studio di dati, relativi all’utilizzo che viene fatto dei siti di incontri, e delle eventuali relazioni di coppia nate grazie a questi, individuando alcuni tratti di personalità e misurando il grado di fiducia che i partecipanti ripongono nei partner con cui interagiscono in rete. Per la raccolta dati è stato realizzato un questionario ad hoc, a cui vi chiedo di dedicare qualche minuto. Tutte le informazioni che verranno fornite saranno strettamente confidenziali, raccolte in modo anonimo e trattate in forma aggregata, con il solo scopo di ricerca, nel rispetto della normativa sulla privacy”.

Ringraziando i lettori del blog per il tempo che dedicheranno all’aiuto di una studentessa, e futura dottoressa, si condivide il link del questionario.

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSekA010FdfR_w64ZdcRN5R9TwX86EUpzViLTpXH-NI53C5Mwg/viewform?usp=sf_link

NB. Per non falsare il test, si prega di compilare e procedere se siete utilizzatori di siti per incontri.

Risurrezione? Per la Pasqua Cristiana OK, per l’Italia è ancora lontana

Quasi un’intera settimana è passata dalla Domenica di Pasqua, inesistente il Lunedì di Pasquetta, solitamente dedicato alle grigliate con gli amici ed alle gite fuori porta con il pranzo al sacco, e volata via ormai anche la colomba pasquale; ma la vera resurrezione? I Media ed il Governo parlano di miglioramenti, di ritorno alla normalità, di riapertura di buona parte delle attività, ecc..

Quante belle parole! Piacerebbe sapere, però, a quale delle seguenti domande, chi di competenza, risponderebbe affermativamente:

  1. Sono dettate da un inutile spirito rassicurantistico da buon Pater Familia?
  2. Dall’incapacità di leggere i dati numerici riportati sulle tabelle PCM-DPC del Ministero della Salute?
  3. Si tratta di un pessimo gioco economico-politico, per tentare ormai vanamente, di non far crollare il sistema?
  4. L’ennesima presa per i fondelli nei confronti dell’italiano medio che, purtroppo, il più delle volte, è costretto a fidarsi, senza poter consultare alcun dato, delle notizie diffuse dalle principali testate giornalistiche e dalle emittenti televisive come Mediaset e Rai?

I numeri parlano chiaramente, solo in Lombardia, negli ultimi 3 giorni, dal 15 Aprile a ieri, sono aumentati di oltre 2.800 i contagi verificati rispetto ai giorni precedenti, basandosi su di un totale di circa 243.000 tamponi eseguiti da inizio epidemia; si noti che i cittadini lombardi sono più di 10.000.00!

Su scala nazionale, però, la situazione non migliora, i contagi sono aumentati di 9.946, considerando sempre e solamente i giorni 15, 16 e 17 Aprile, ed un totale di 1.244.100 tamponi eseguiti. L’Italia conta purtroppo 60.300.000 abitanti, ovvero, coloro che hanno potuto sottoporsi a test-tampone sono ben il 2,06% degli italiani.

In ordine si riportano le tabelle con i dati del Ministero della Salute:

Giorno 15 Aprile 2020

Giorno 16 Aprile 2020

Giorno 17 Aprile 2020

Test TAMPONE COVID-19: a Cinisello BALsamo in MODALITÀ drive-in

Eseguire i test-tampone in modo veloce, limitare l’attesa negli spazi comuni, creando inutili assembramenti e ridurre l’accesso di individui contagiati, all’interno della struttura ospedaliera; questi erano gli obiettivi. L’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, che dopo tre giorni di prova e 70 tamponi eseguiti, ha dato ufficialmente il via al nuovo “metodo drive-in” per verificare la negatività al Covid-19. Questo servizio “consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse, sia in riferimento ai professionisti che effettuano il servizio, sia al consumo di dispositivi di protezione individuali” spiega il Direttore Socio Sanitario ASST Nord Milano, Barbara Mangiacavalli – “e di velocizzare l’esecuzione dei tamponi aumentandone il numero giornaliero”, che può raggiungere il numero massimo di 47 test a giornata. Il servizio entra quindi a pieno regime, con l’obbligo di sottoporsi al secondo tampone dopo la quarantena domiciliare, per i dipendenti ASST Nord Milano, ed inoltre, per i pazienti dimessi dal pronto soccorso o dai reparti, dopo un ricovero presso gli ospedali di Cinisello Balsamo, al fine di eseguire il test di controllo, poiché positivi al Covid-19.

La procedura?
Il Centro Servizi avviserà il paziente, così come, il medico competente informerà i dipendenti ASST Nord Milano, riguardo la data e l’ora in cui presentarsi presso il Bassini per effettuare il tampone. La persona che dovrà effettuare il test, non dovrà fare altro che presentarsi, con mail d’invito alla mano, presso l’ingresso del vecchio Pronto Soccorso, indossando guanti e mascherina, direttamente in auto, seguendo la segnaletica appositamente installata. Il personale sanitario eseguirà quindi il tampone, senza nemmeno far scendere il paziente dal veicolo. Si ricorda essere una procedura completamente indolore, e che ruberà, una decina di minuti al massimo.
L’esito del test, che arriverà dopo qualche ora, inviterà i pazienti con esito negativo, a ripresentarsi ventiquattr’ore dopo per un secondo tampone di controllo; coloro i quali avranno invece un esito positivo, dovranno attenersi ad un periodo di isolamento di 7 giorni, dopo i quali, se non vi è sintomatologia del virus, saranno invitati a ripresentarsi per il secondo test.

Link per la posizione dell’Ospedale Bassini: https://www.google.it/maps/place/Ospedale+Bassini/@45.5482922,9.2127915,15.5z/data=!4m5!3m4!1s0x4786b8b4686534a7:0x54519a424c57521f!8m2!3d45.5467174!4d9.2154347