Sequestrato un arsenale di armi a varese; 4 arresti per traffico internazionale di armi da guerra


VARESE – La Polizia di Stato di Varese, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/UCIGOS e diretta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, ha arrestato 4 persone coinvolte in un traffico internazionale illegale di armi da guerra.

I poliziotti della Digos hanno sequestrato, in appartamenti e cantine in uso agli
arrestati, un vero e proprio arsenale di armi: oltre 50 tra mitragliatori, fucili di
assalto, carabine e pistole; sono stati altresì sequestrati 14 manufatti esplosivi,
granate, numerosi pezzi di armi, serbatoi per cartucce ed oltre 10.000 munizioni di vario calibro.

Ti è piaciuto l’articolo?

News24.varese.it è completamente gratuito e privo di pubblicità negli articoli grazie alle donazioni degli utenti. Aiutaci a migliorarlo e a mantenerlo libero con una tua donazione.

2.00 €

Iscriviti gratuitamente alla newsletter e tieniti sempre aggiornato

Giardini Estensi di Varese: rincorre nudo due concittadine

Giovane afgano si rende colpevole di atti osceni, ubriachezza molesta e resistenza a Pubblico Ufficiale

VARESE – nel corso del pomeriggio di ieri, 23 settembre 2020, è stato fermato dagli Agenti della Polizia della Questura di Varese un giovane di origini afgane, in quanto, non solo girava seminudo, con i pantaloni abbassati, all’interno dei Giardini Estensi, ma si è messo a seguire due giovanissime concittadine. Al termine degli accertamenti di rito l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per i reati di atti osceni in luoghi abitualmente frequentati da minori e resistenza a Pubblico Ufficiale. Inoltre è stato sanzionato amministrativamente per ubriachezza molesta e gli è stato notificato il provvedimento del DASPO urbano.

Ti è piaciuto l’articolo?

News24.varese.it è completamente gratuito e privo di pubblicità negli articoli grazie alle donazioni degli utenti. Aiutaci a migliorarlo e a mantenerlo libero con una tua donazione.

€2,00

Iscriviti gratuitamente alla newsletter e tieniti sempre aggiornato

Mercato di Varese al completo: nessun rispetto delle norme anti contagio

Questa mattina, con un’inosservanza delle disposizioni di sicurezza previste, quasi totalitaria, da parte dei banchi di generi non alimentari, ha riaperto il mercato di Varese di Piazzale Kennedy. A poco, o nulla, sono quindi servite le parole dell’Assessore alle Attività Produttive, Ivana Perusin, che aveva dichiarato:

“Abbiamo lavorato per consentire al mercato di ripartire al completo varando un piano di sicurezza che mira a contenere al massimo il rischio di contagio […] Per questo chiediamo ai cittadini la massima attenzione alle misure di prevenzione da adottare quando si accederà al mercato. Siamo sicuri che anche i commercianti lavoreranno con la professionalità che li contraddistingue garantendo il massimo della sicurezza ai loro clienti”.

La maggioranza dei banchi di abbigliamento, ed in generale di merci non alimentari, come dei pesci rossi che finito il giro della boccia di vetro dimenticano tutto, infatti, hanno ritenuto opportuno:

  • consentire assembramenti davanti ai propri banchi, in barba alla normativa che richiede “rispetto del distanziamento sociale di almeno un metro”  
  • permettere ai clienti di toccare la merce senza l’utilizzo di guanti monouso, sebbene l’ordinanza regionale prevede “in caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce”
  • concedere il permesso di provare i capi di abbigliamento, rimettendoli poi sul banco senza alcun tipo di sanificazione, visto e considerato che il comportamento consono nel rispetto del regolamento regionale sarebbe “[…] igienizzazione dei capi e delle calzature prima che siano poste in vendita”
  • conservare sul proprio furgone in modo da prevenirne il consumo, o non avere proprio, qualsiasi gel igienizzante per le mani, in perfetta sintonia con il regolamento che prevede, infatti, la “messa a disposizione della clientela di prodotti igienizzanti per le mani ad ogni banco”

Purtroppo, solo pochissimi commercianti, che per contarli erano sufficienti le dita di una sola mano, hanno rispettato le norme anti-contagio previste dall’Ordinanza Regionale 547 del 17 Maggio 2020 (pag. 10-11); stupore, ma soprattutto dubbi e perplessità, hanno suscitato gli agenti della Polizia Locale presenti in loco e coadiuvati dalla protezione civile per i controlli, che, alla richiesta di spiegazioni, anche da parte di altri commercianti, hanno dichiarato: “stiamo continuamente richiamando ed informando i proprietari dei banchi; ad alcuni lo abbiamo già spiegato più volte, ma per il momento preferiamo evitare di comminare sanzioni”.

Troppi hanno confuso la riapertura delle attività commerciali con la fine del pericolo Covid-19, o preferiscono essere obbligati, da possibili nuove ordinanze, a non uscire dalle proprie abitazioni: “fase 2” non è da intendere come sinonimo di “tutto come prima”, con un’inosservanza spregiudicata di qualsiasi norma anti contagio, ma una lenta ripartenza, che garantisca il diritto al lavoro ed allo stesso tempo la tutela della salute pubblica.

Voglia di libertà? Alla terza evasione dai domiciliari si aprono le porte della Casa Circondariale di Varese

VARESE – L’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, finalizzati ad impedire assembramenti nei luoghi di maggiore aggregazione della città, come da provvedimento del Questore della Provincia di Varese, Dott. Giovanni Pepè, ha portato, nel pomeriggio di Venerdì 15 Maggio, presso Piazza Repubblica, all’individuazione e all’arresto per -evasione- di un cittadino originario della Repubblica Dominicana, di 40 anni, con numerosi precedenti penali e di polizia. Il quarantenne era già stato sorpreso altre due volte, dagli Agenti della Questura, in violazione del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza emanato a Marzo di quest’anno, ed era stato ricondotto presso l’abitazione e deferito per evasione. La violazione questa volta ha comportato l’aggravamento della misura detentiva, e per lui si sono aperte le porte della casa circondariale di Varese. Si è trattato dell’ennesimo intervento da parte degli Agenti di Polizia, nella centrale piazza della Repubblica, in questi giorni ripopolatasi di gente visto l’allentamento delle misure anti-Covid.

Durante la settimana appena trascorsa, il rispetto del divieto di assembramento nella medesima piazza era stato più volte violato, e nel corso di un servizio congiunto interforze erano state identificate e sanzionate amministrativamente decine di persone, intente a stazionare sui gradini e muretti della piazza senza un valido motivo e, soprattutto, senza rispettare le dovute misure di distanziamento sociale.

Incidente mezzo pesante: Superstrada della Malpensa chiusa allo svincolo T2

Diretta video

Il camion ha impattato violentemente contro il new jersey ed ha terminato la sua corsa dopo aver invaso la carreggiata opposta.

Sul posto sono intervenuti un’automedica, un’ambulanza, due pattuglie della Polizia Stradale e diversi mezzi dei Vigili del Fuoco; sono ancora in corso i lavori per mettere in sicurezza l’area e riaprire la Superstrada, che è chiusa all’altezza dello svincolo Malpensa Terminal 2 in entrambi i sensi di marcia.

Le condizioni di salute del conducente, dopo l’intervento dei sanitari durato circa un’ora, non sono ancora note.

Esplosione alla Fonderia Casati S.p.A. di Varese: feriti due operai

Due squadre dei Vigili del Fuoco sono intervenute questa mattina, poco prima delle 9:00 di mercoledì 29 Aprile, presso la Fonderia Casati di Viale Belforte a Varese, in seguito al guasto ad un macchinario, che ha dato origine ad un forte scoppio. Secondo i primi rilievi, l’esplosione esotermica, il forte boato e la successiva nube di fumo, si sono verificati a causa di un malfunzionamento di un altoforno; L’intervento dei Vigili del Fuoco, presenti sul posto con due autopompe, un’autobotte ed un carro aria, sebbene con l’entrata in funzione del sistema di spegnimento automatico non si sia sviluppato alcun un incendio, è stato necessario per la messa in sicurezza del sito.

Al momento risultano feriti, fortunatamente non in modo grave, due operai, che sono stati soccorsi e trasportati in ospedale dal personale sanitario d’emergenza; ingenti invece i danni economici, collaterali al guasto, per Fonderia Casati S.p.A., storica azienda di Varese dal 1972, specializzata nelle fusioni dell’acciaio inossidabile e soprattutto di ghise speciali per l’industria automobilistica (85%), meccanica ed elettromeccanica (10%) e navale (5%).

Diffida dalla Fondazione Molina? Era solo giornalismo d’inchiesta: i fatti lo dimostrano

Per dovere di cronaca, qualche giorno fa, avevo pubblicato, sulla testata giornalistica con cui collaboravo, un articolo riguardante la diffusione del Covid-19 all’interno della Fondazione Molina di Varese. La pubblicazione è avvenuta dopo un’intervista al direttore generale, Vanni Belli, che però non mi aveva concesso di registrarla, nè di filmarla. Il risultato è stata una diffida, inviata alla redazione, una possibile querela e la rimozione immediata dal sito del giornale. Ovviamente, la situazione di contagio presso la Fondazione si è aggravata, confermando ciò che avevo scritto, così, fortunatamente, o purtroppo, non essendo una persona arrendevole, ho chiesto prima a Mauro Gregori, amministratore della pagina Facebook “Varese la vedo così” di pubblicare queste righe, e l’articolo “fastidioso”, successivamente di aprire un mio blog di informazione, su cui sto riportando l’articolo.
Sicuramente non otterró le scuse dall’amministrazione, ma i parenti dei pazienti in cura al Molina, i cittadini di Varese e magari le autorità competenti, potranno continuare a leggerlo e prendere la loro posizione ed eventuali provvedimenti.

“Le voci che girano sono false, non c’è assolutamente nessun contagio qui, sono solo allarmismi dettati dallo stress e dalla troppa suscettibilità del personale”. Queste le parole dette, davanti ad alcuni parenti all’ingresso della   Fondazione Tito e Paolo Molina Onlus, dal direttore  generale Vanni Belli, in carica dal 13 Agosto 2019. “Abbiamo istituito un collegio di esperti, che monitorano la situazione, nessun nostro paziente presenta sintomi di coronavirus” proseguiva lunedì il direttore, mentre chiedeva di non registrare ed informandomi che non avrebbe rilasciato una dichiarazione scritta. In effetti sarebbe stato rischioso, in quanto già il giorno precedente, la domenica, un paziente della struttura era stato portato per problemi respiratori presso l’Ospedale di Circolo, dove mostrando anche gli altri sintomi noti, è stato subito sottoposto a test tampone; cosa che Belli, sempre il lunedì, aveva accennato, affermando però che sarebbe stato quasi sicuramente negativo, che per il collegio interno di esperti non sarebbe stato nemmeno necessario e giudicando fin troppo zelanti i sanitari dell’ospedale. Oggi però è arrivata la conferma inversa, il paziente è positivo, il contagio è presente all’interno della Fondazione. Già da lunedì i visitatori non avevano accesso alla struttura, consegnano agli addetti sacchi e borse di vestiti puliti che li portavano nelle camere, e riconsegnavano all’uscita quelli da lavare; il tutto con mascherine operatorie, sciarpe ed altro davanti a naso e bocca: inefficaci ed inutili contro il virus. Forse servirebbero ora i tamponi per un controllo a tappeto di pazienti (circa 430) e personale (oltre 500 persone). Com’è possibile che se un cittadino qualsiasi  chiami il numero regionale con sintomi riconducibili al Covid-19, debba rimanere in quarantena, come  chiunque ne sia venuto in contatto, mentre in una struttura simile no?  Perché fino alla conferma della positività, non si sono attivati i provvedimenti, tra i quali la quarantena, anche per un “potenziale” contagio? La popolazione è obbligata a non uscire di casa per contenere il più possibile il contagio, ugualmente non si possono tollerare in questa situazione, atti di omissione davanti all’evidenza; questo non è salvaguardare la salute dei pazienti, ma metterla a repentaglio in cambio di una cospicua retta giornaliera.”